Altro che “strategia”

Il costo dell’immobilismo americano e’ altissimo. Ieri Putin ha rotto un tabu’: contro l’Isis, egli spera, di non dover usare armi nucleari. Terribile. Sinora vigeva un codice: e’ vietato, per principio, far ricorso ad armi nucleari in uno scenario di guerra convenzionale. L’ipotesi nucleare serve solo come deterrenza tra le due grandi potenze militari e attraverso il codice MAD ( pazzo in inglese) che sta per mutual assured destruction: distruzione comune garantita. Ossia fine del mondo. E’ questa riconosciuta assurdita’ che per quasi un secolo ha impedito che la guerra fredda evolvesse in guerra calda. E ha fatto si’ che, nella sostanza, ci fosse nel mondo piu’ pace che in tutte le epoche precedenti il secondo 900. E che i conflitti fossero, sempre piu’, minori e locali. Le guerre locali del secondo 900 non toccavano mai la sicurezza e la stabilita’ interna dei grandi Stati. Il terrorismo internazionale cambia la scena. Porta la guerra nel cuore degli Stati piu’ forti. Le grandi potenze si sentono minacciate. E il terrorismo fa piu’ morti civili in Russia, Europa, Usa di quanti ne abbia mai fatti in tutta la storia che precede l’11 settembre 2001. Che si presenta, sempre di piu’, come un giorno di svolta della politica mondiale e della vita della Terra. Ora Putin rivela l’impensabile: non e’ escluso il ricorso alle armi atomiche nella guerra all’Isis, lo stato terrorista. C’e’ da rabbrividire! E’ ovvio che si tratta di una minaccia tesa a deprimere l’Isis. Ma resta inquietante la sola ipotesi che possa avverarsi. Questo induce due pensieri: primo, farla finita subito. E’ il contrario di cio’ che fa credere il nostro Renzi: avere una strategia per il dopo prima di intervenire in Siria. Sappiamo che e’ solo un’affermazione propagandistica e concordata. Il Giubileo e i colloqui tra le fazioni in Libia percun nuovo governo, suggeriscono un low profile dell’Italia. Purtroppo destinato ad essere solo temporaneo: il tempo che esploda, se falliscono i tentativi di pace fra le fazioni, la minaccia libica. Ma, nella sostanza, la linea di Renzi sulla “strategia” e’ sbagliata. E lui lo sa. Con l’Isis occorre finirla subito. Per il dopo si vedra’. Ogni giorno che si tergiversa e’ un passo verso l’incendio mondiale. Putin non poteva essere piu’ chiaro; secondo, questa situazione di crescente pericolo, persino dello spettro atomico, e’ il frutto del disimpegno americano in Siria, due anni fa. E del loro ritiro dai territori di guerra del medio-oriente. Questa situazione andava chiusa prima. Quando, due anni fa, era possibile impedire il consolidamento di Isis in Siria ed Iraq. L’intervento Usa avrebbe significato meno morti e senza le terribili conseguenze che oggi Putin lascia intravedere. Obama l’ha lasciata incancrenire fino a rendere inevitabile l’intervento della Russia: una surroga all’impotenza dell’Occidente democratico. La Russia vuol dire una sola cosa: la guerra si fa sul serio. Voglia Iddio che Russia, Francia, Gran Bretagna, Usa e curdi ( la vera coalizione in campo) distruggano Isis senza indugi e chiacchiere sulla ” strategia”. Rischiamo di non avere il tempo di poterci pentire delle chiacchiere e di darci la cosiddetta “strategia”. 

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