Fallimento ambientalista

Chiamiamoli “costi esterni” del fallimento ambientalista. Tutto nasce dall’ossessione del clima e del riscaldamento che ha portato a trascurare l’inquinamento. Noi non sappiamo se il riscaldamento porta davvero a catastrofi e non al contrario. Sappiamo invece che l’inquinamento porta, sicuramente a malattie e morti certe, calcolabili e verificabili ( non quelle ipotetiche, presunte, future e frutto di pura statistica come quelle attribuite alla radioattivita’). La demagogia ambientalista si e’ focalizzata sul riscaldamento e ha trascurato l’inquinamento. Il bersaglio degli ambientalisti e’ diventato la CO2, gas benefico e innocuo per la salute. Si fanno conferenze mondiali, si spendono montagne di soldi per tentare di ridurre ( senza nemmeno riuscirci) l’innocua CO2. Si trascura, invece, e non si investe sulla riduzione degli inquinanti veri. L’agenda ambientalista e’ pericolosamente distorta e distorcente. E’ diretta verso falsi bersagli, totem ideologici ( la CO2 che e’ benefica, il nucleare che e’ privo di emissioni sia di CO2 che di inquinanti ) e trascura l’inquinamento. Si assolutizza, si sopravvaluta e si demonizza la CO2 perche’ si intende mettere sotto accusa il sistema di generazione dell’energia elettrica. E invece si perdono di vista e si sminuiscono le fonti dell’inquinanamento atmosferico e delle sue conseguenze nelle concentrazioni urbane. A molti sfugge ancora la differenza tra riscaldamento, attribuito ai gas come la CO2 e inquinanamento, dovuto, invece, a particelle, il cosidetto particolato ( polveri, fumo, sostanze vegetali, fibre, sabbia ecc) sospeso in atmosfera e tanto piu’ pericoloso quanto piu’ minuscole e penetranti sono le dimensioni. L’origine di tale particolato e’, purtroppo, di natura generale ( eruzioni, erosioni, venti ecc ), in gran parte ( oltre il 90% ). E della parte artificiale e antropica non sono responsabili solo fabbriche, impianti termici e centrali elettriche. Ma, in gran parte, il traffico veicolare, i sistemi di riscaldamento, i trasporti ecc. Invece di distrarre ( inutilmente) risorse e impegni dei governi sulla CO2, si sarebbe dovuto prestare piu’ cura alle tecnologie per ridurre le emissioni di inquinanti. Ora siamo in un vicolo cieco: sempre piu’ lontani da un’effetiva riduzione delle emissioni di CO2 ( che aumentano, inesorabilmente ogni anno, a dispetto delle litanie dei climatisti e sempre piu’ lontani da un vero controllo dell’inquinamento che aumenta anch’esso, anno dopo anno, nella totale impotenza dei governi locali, costretti a palliativi e a patetici tentativi di svuotare il mare ( il particolato in atmosfera ) con il cucchiaino ( i divieti alla circolazione privata). Quando prenderemo atto del fallimento dell’ecologismo politico sara’, sempre, troppo tardi!

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