Affidiamoci alla tecnologia 

La differenza tra l’ambientalista religioso e l’ottimista razionale e’ in una parola: tecnologia. Prendiamo la qualita’ dell’aria. E’ peggiorata? No. E’ migliorata. Lo smog, quella nebbia di polveri e acqua che e’ diventata il simbolo dell’inquinamento, si chiama anche “fumo di Londra”. Perche’ era un po’ l’immagine della citta’ che personificava l’industrializzazione del primo 900. Ma oggi a Londra non c’e’ piu’ il “fumo di Londra”. Qualcosa del genere si vede ancora a Pechino. Ma perfino li’, nonostante le immagini e le mascherine, si migliorera’ inevitabilmente. Ricordo che da ragazzino, 40 anni fa, avevo il privilegio come funzionario della gioventu’ comunista, di passeggiare, parecchie volte direi, sulla Piazza Rossa di Mosca: se con le spalle ai magazzini Gym guardavi a sinistra della Piazza e dietro la Basilica di San Nicola, sullo sfondo vedevi due immense ciminiere di una centrale a carbone fumeggianti, in centro citta’. Oggi e’ un bell’episodio di archeologia industriale. La qualita’ dell’aria, nessuno lo dice, migliora: misurata in particolato emesso in atmosfera e’, secondo le statistiche, migliorata. Gli inquinantiemessi diminuiscono. Purtroppo il 94% del particolato, nessuno lo dice, e’ di origine naturale. E non se ne andra’ mai. Inutile, dunque, gridare : “c’e’ lo smog, governo ladro”. Ma quella parte ( il 6% dello smog ) che immette, invece, l’uomo migliora quanto ad emissioni inquinanti. Non facciamo impressionare da questi riti inutili di sindaci e prefetti sui “livelli del PM10”: il nuovo totem. A Londra non c’e’ piu’ il “fumo”. E, statisticamente, si muore ancora per gli inquinanti ma, al contempo, la vita si allunga sempre piu’. E’ vero: abbiamo molti piu’ mezzi, rispetto a soli 50 anni fa, che emettono in atmosfera. E’ vero: grazie al progresso, abbiamo tutti due macchine, il riscaldamento a gas, gli elettrodomestici. E’ vero che ( per fortuna) abbiamo centrali elettriche con le ciminiere, impianti per trattare i rifiuti ( che sono l’unica cosa che cresce, grazie al processo), piu’ bus e metropolitane. Perfino le strade asfaltate, sapete, producono particolato quando le calpestiamo. Ma e’ anche vero che grazie alla tecnologia succede questo: che al maggior volume di mezzi e impianti di cui, grazie al progresso, disponiamo ( auto, centrali elettriche, impianti per i rifiuti, strade asfaltate ecc) corrisponde un minore volume di emissioni inquinanti grazie all’uso delle tecnologie: benzine e diesel con minori contenuti di inquinanti, mezzi di trasporto sempre piu’ efficienti in tema di emissioni, filtri e tecnologie che abbattono gli inquinanti nei fumi delle ciminiere ( che ormai sono di innocuo vapore acqueo), le stesse tecnologie energetiche rinnovabili o carbon free ecc. Ormai la riduzione dell’impatto ambientale in termini di riduzione di emissioni di inquinanti e’ diventato un contenuto interno e proprio dinogni attivita’ di innovazione tecnologica, di nuovi apparati domestici e di consumo, di nuovi materiali. La scienza fa moltissimo. Laddove i riti inutili dell’ambientalismo religioso- “no a questo, no a quello, no alle centrali, no agli impianti sui rifiuti, no al riscaldamento domestico, no ai condizionatori, n alle automobili, no ai bus, no triv, no tav ecc”- e il divietismo medievale non portano a nulla. A prefetti e sindaci va detto: lasciate perdere i riti ridicoli degli ecologisti e le inutili targhe alterne. Affidiamoci alla tecnologia: e’ l’unica soluzione. E quella che davvero risolve i problemi. . 

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