L’ansia e’ cattiva consigliera. 

Basta ansia. Non porta a nulla. Sarebbe il caso di ribellarsi un po’ a questo modo spettacolare, andiogeno, allarmistico e, nel contempo, poco concludente, di porre le questioni ambientali collegate allo smog nelle grandi citta’. Come si poteva temere la logica dell’ emergenza e l’emotivita’ catastrofista si scontra con la banalita’ e la vacuita’ delle contromisure che si “possono” tecnicamente ipotizzare ( ridurre i limiti di velocita’ sulle strade, ridurre i gradi del riscaldamento domestico, incentivare l’uso dei mezzi pubblici ecc ). Minuzzaglie. E scontate e ripetitive. Perche’ messa nei termini in cui la questione delle emissioni nocive e’ messa da alcuni ( sedicenti ) ambientalisti- eliminare le fonti delle emissioni ( riscaldamento domestico, auto private, fabbriche ecc.)- e’ solo ridicolo e strumentale. E’ il caso invece di approcciare il tema in termini razionali, empirici concreti e concludenti. Innanzitutto bando al pessimismo e al catastrofismo: non c’e’ nessuna emergenza smog. Siamo di fronte a sforamenti dei limiti di emissione per alcuni particolati nocivi. Ma dentro un trend delle emissioni che e’ da molti anni, progressivamente in calo. Gli sforamenti di cui si parla sono concentrate nei centri delle grandi citta’. E sono dovuti, infine, ad una concomitanza di condizioni climatiche temporanee. Fra qualche giorno e’ previsto freddo e puoggia. E gli sforamenti, vedrete, spariranno. Senza blocchi delle auto e senza spegnere i riscaldamenti. La verita’ e’ l’opposto di quella che ci raccontano: l’inquinamento da vent’anni si riduce e l’aria, in realta’ migliora. Provate a guardare una foto di una citta’ industriale del Nord d’inverno di 30/40 anni fa: “a Milano quando c’e’ la nebbia non si vede”, diceva Toto’. Oggi lo smog lo devono misurare con centraline e sensori per poterlo considerare. E questo perche’ la tecnologia ha fatto moltissimo. Guardate cos’erano le emissioni delle auto prima degli euro o delle centrali elettriche e delle fabbriche vicine ai centri urbani prima che nuove tecniche abbattessero a cifre irrisorie i tassi di emissione. Perfino delle centrali a carbone. C’e’ un limite pero’: noi non possiamo fare le nozze con i fichi secchi. L’idea di “emissioni zero” mantenendo i nostri livelli di qualita’ della vita e dei consumi e’ impossibile. E checche’ ne dicano i reazionari ambientalisti che gridano alla decrescita e all’arretramento dei nostri stili di vita, nessun cittadino normale e’ disposto ad annullare i progressi dello stile di vita. Si moriva, signori, molto di piu’ quando nelle case non c’era riscaldamento, quando i motori a scoppio emettevano senza limiti, quando nelle case prevaleva il legno, quando sulle ciminiere non c’erano filtri. Percio’: razionalita’. E ministri e sindaci la smettano con la demagogia dell’emergenza. Che finira’ con il film gia’ noto: tra un po’ litigheranno sulla spargizione di quei pochi soldi che, pare, stanno stanziando per l”emergenza smog”. Basta emergenza. Non c’e’. Investiamo invece in tecnologia e misure strutturali nelle citta’ per “continuare” a ridurre le emissioni nocive. Citta’ piu’ tecnologiche significa citta’ piu’ pulite. Il resto e’ noia. 

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