Sciiti e sunniti: pari sono? 

La piu’ lunga e pericolosa guerra religiosa e civile della storia. Dura dal 680 dc. Anche allora, curiosamente,  tutto nacque dalla sentenza di morte per un imam ( autorita’ religiosa ), da parte di un califfo ( autorita’ politica) che, a sua volta, era solo un capotribu’ arabo. Come ieri in Arabia Saudita. La guerra tra sciiti e sunniti si esprime in forme ghiacciate nella storia. Uguali a se stesse. Primitive ed eterne. Nel 680 dc a Kerbala (oggi in Iraq) un potente capotribu’ omayyade, chiamato califfo, decreto’ la morte di un imam sciita. Era un imam importante: Hussein, figlio di un altro imam ancora poi’ importante. Si trattava di Ali’, genero di Maometto, che una parte di musulmani (i futuri sciiti, ” partito di Ali’ ” in arabo) avrebbero voluto legittimo successore di Maometto. A capo della umma (comunita’in arabo) invece, un’altra parte di musulmani preferi’ scegliere il successore (califfo) non tra i parenti del Profeta ma tra i suoi compagni di battaglia. Alla linea del sangue ( parentela) si preferi’ la linea di discendenza politica. Da allora esplose la guerra civile piu’ lunga della storia. Da allora l’umanita’ ha conosciuto il piu’ lungo “cleavage”, frattura religiosa, culturale, politica mai esistita. Dura da quasi 1400 anni. Fino agli anni 70  si esprimeva in forme sopite e, solo, rituali. Per decenni gli sciiti, minoranza nell’Islam, avevano solo potuto celebrare, ogni anno, la ricorrenza dello sterminio di Kerbala, giorno in cui gli sciiti piangono e si flagellano con sincerita’, ricordando Hussein e il suo destino. Che per loro e’ stato, nei secoli, un destino di irrisione, persecuzione e discriminazione. Dopo il 1979, con la rivoluzione komeinista e la vittoria degli sciiti in Iran, tutto e’ cambiato. Gli sciiti, dal 1979, hanno avuto uno stato e la guerra con i sunniti e’ diventata un fattore politico mondiale. Che oggi e’ esploso come guerra aperta tra Stati e popoli con una stessa religione: la guerra civile e politica inter-islamica. Che da 35 anni infiamma il Medio Oriente e il mondo. E’ il vero sfondo dei conflitti di oggi in Medio Oriente. Il resto ( petrolio, ebrei, Russia, America ecc ) e’ contorno variabile. La chiave di tutto e’ sciiti contro sunniti. Fino a 20 anni fa si personifico’ nella guerra tra due Stati (Iran/ Iraq) con 8 milioni di morti dimenticati. Oggi, crollato l’Iraq, e’ diventata guerra tra Iran ( e Siria, Yemen ecc) e Arabia Saudita e Stati sunniti. Ieri in Arabia un altro sovrano sunnita (anch’egli erede di un ex capotribu’) ha giustiziato un imam sciita. E la guerra rischia di riesplodere violenta. Tutto come nel 680 dc. Ma e’ possibile, ci si chiede, che nel 2016 il mondo rischi la guerra mondiale per una disputa secolare sul successore di Maometto? E possibile un tale tribalismo tra miliardi di islamici dopo 1400 anni? Islam e’ anche questo. Ma, cio’ che preoccupa, e’ cio’ che sta dietro, politicamente, alla guerra civile religiosa tra sciiti e sunniti. Che non e’ la disputa sulla successione. E’ quello che si nasconde dietro quella disputa. Gli sciiti, in nome di Ali’ ( il genero di Maometto) sostengono il primato nel mondo islamico degli imam. Cioe’ delle autorita’ religiose. Che devono essere, secondo gli sciiti, la fonte ultima del potere politico. Cioe’ una teocrazia integrale. I califfi laici successori di Maometto rappresentano, agli occhi degli sciiti, usurpatori miscredenti. Perche’ hanno interrotto la linea di dominio assoluto dei religiosi, gli autentici custodi del Corano, a favore di laici nello Stato islamico. Una visione, dunque, terrificante quella degli sciiti: l’idea di una teocrazia assoluta, custode della sharia come legge civile) fuori dal tempo. E i sunniti, invece. La loro visione non e’ meno terrificante. Loro, e’ vero, sono piu’ laici. Sostengono ( come successe 1400 anni fa alla morte di Maometto ) che il potere, negli Stati islamici, debba essere non degli imam (i religiosi) ma del Califfo. E chi e’ il Califfo? E colui che costruisce e difende la unita’ della umma: la comunita’ dei credenti di Allah. Un politico, dunque. E la umma altro non e’ che l’ideale dell’intero mondo islamico unito, oltre gli stati e le comunita’ attuali, in un unico stato sotto un Califfo. Nel sunnitismo la guerra per la conquista di territori e stati della umma e la loro difesa, con le leggi della sharia, contro gli infedeli e’ insieme alla guerra per la conversione dei miscredenti ( jihad ) la sostanza del credo. Entrambe le versioni del conflitto religioso islamico esprimono pericoli mortali per la democrazia e la liberta’. Veramente non si puo’ scegliere tra quei due ideali: sciismo o sunnitismo. Dobbiamo solo sperare che ne nasca un terzo: una versione dell’Islam che secolarizzi gli eventi di 1400 anni fa, che revisioni in senso moderno i concetti di imamismo e/o califfato e crei una versione della religione islamica che faccia la pace con la modernita’. Com’e’ successo per altre religioni.

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