Terra dei fuochi: uccide di piu’ la paura e la superficialita’. 

Siamo alle solite. Uno studio dell’Istituto superiore della sanita’ ( Iss) su un gruppo di comuni della Terra dei fuochi scatena conclusioni sbagliate, semplificazioni, allarmismi. Il nesso tra inquinamento e mortalita’ per cancro andrebbe affrontato con rigore e stando ben attenti alla spiegazione dei dati. Per non diffondere tra la popolazione panico e conclusioni sbagliate. Tipo: nella Terra dei fuochi ( TdF ) e’ certo che si muore di piu’ per cancro e per determinate e accertate cause e fattori di inquinamento. Questo dallo studio dell’Iss non e’ possibile farlo. E lo studio lo chiarisce. Afferma infatti che, seppure in base alla metodologia di indagine prescelta ( che, come vedremo, e’ criticata da altri esperti, medici ed epidemiologi), dal proprio studio non e’ possibile trarre alcuna conclusione di causa-effetto tra i numeri evidenziati ( di ospedalizzazioni e di incidenza oncologica) per i comuni indagati, e specifiche cause e inquinanti. Due critiche, abbastanza ovvie e banali tralaltro, invalidano le conclusioni allarmistiche di quello studio. Critiche, in verita’, avanzate anche da fonti non sospette. Per esempio da una fonte altrettanto ufficiale: il Registro dei tumori della Campania ( RdTC) La prima critica e’: il piu’ elementare criterio per stabilire se c’e’ una specialita’ patologica della Terra dei Fuochi e’ mettere in relazione i dati ( tumori, ospedalizzazioni, mortalita’ per sesso e fasce di eta’) che riguardano i comuni che ricadono nella Terra dei fuochi con i dati dei comuni che non ricadono nella Terra dei Fuochi. Anche un bambino capirebbe che solo questa comparazione potrebbe dire se, nella TdF, c’e’ veramente una situazione “speciale” di patologie. Ebbene questo nello studio dell’Iss non c’e’. E sapete perche’ non c’e’? Perche’, ad avviso del Registro dei Tumori campano, la comparazione dei dati della TdF con quelli dei comuni napoletani non TdF farebbero franare la presunta “specialita’” della Terra dei Fuochi. Vale a dire: i dati sarebbero uguali e in alcuni casi addirittura migliori di zone che non fanno parte della Terra dei Fuochi. A mio avviso l’assenza di comparazione dei dati tra zone TdF e zone non TdF, toglie validita’ esplicativa allo studio dell’Iss. Gli stessi estensori dello studio, infatti, precisano che il loro scopo non e’ dimostrare cause-effetto patologico di determinati inquinanti che esisterebbero solo nella Terra dei Fuochi. Cosa che non c’e’ in quello studio. Ma solo di rilevare se esiste una rilevanza di situazione patologica nei comuni indagati. Lo studio, a detta degli estensori, non puo’ dire nulla sulle possibili cause di tale patologia. E’ ovvio che, se non si specificano le cause, non e’ possibile dichiarare che c’e’ l’arma del delitto. E, se non si fanno le comparazioni tra TdF e altre zone, si rischia di dover concludere che non c’e’ nemmeno il delitto. La seconda critica allo studio dell’Iss, che altri medici e il RdTc fanno, e’ che esso non indaga il nesso tra specifici inquinanti e tumori o ospedalizzazione. Si limita, come affermano gli stessi soggetti dello studio, ad un’analisi “ambientale”. Che vuol dire? Se non ho capito male si assume come premessa che li’, nella TdF, ci sarebbero eccessi di determinati inquinanti ( senza averli effettivamente rilevati e circoscritti ) e si desume che, rispetto ad una media “normale”, ideale e teorica, di effetti patologici della loro presenza, nella TdF ci sarebbero “eccessi” di tumori o ospedalizzazioni. Questa metodologia fa acqua. Attribuire le cause dei tumori nella TdF a determinate cause di inquinamento implicherebbe evidenziare i fattori inquinanti, evidenziare la catena effettiva con cui essi penetrano nell’organismo umano e capire gli effetti patologici che essi producono in determinati organi. Per la radioattivita’, per esempio, e’ questo che si fa. Ed esistono metodologie per descriverne gli effetti patologici in base a precise evidenze quantitative della sua esistenza. E’ stato accertato, dalle indagini sanitarie seguite agli incidenti nucleari, che la vera causa di eccessi di morti non e’ l’inquinamento radioattivo. Ma lo stress e la paura che derivano dalla gestione che si e’ fatta di quegli incidenti. Temo per la TdF la stessa cosa: si rischia di morire piu’ per l’effetto di ansia, di preoccupazione, di stress che queste denunce, prive di basi scientifiche certe, provocano. Che per un effettivo e provato inquinamento. Lo studio dell’Iss provoca ansia, insomma, ma non spiega nulla. E non dimostra nulla. Servira’ solo a spaventare la gente e scatenare reazioni allarmistiche. E reazioni, alla fine, impotenti. E che bloccano quello che sarebbe, invece, il vero interesse di quelle zone: la bonifica delle discariche abusive e, anche, un’azione di promozione dello sviluppo.

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