Family day

Ci sono cose su cui i parlamenti non possono legiferare senza sentire i cittadini. E senza che essi si siano espressi. E l’unico modo per esprimersi e’ il referendum propositivo. Il matrimonio omosessuale e la genitorialita’ per persone dello stesso sesso sono due di queste cose. Ci vuole rispetto liberale per la sovranita’ della coscienza individuale su temi che riguardano convinzioni che vengono prima della politica. Lo Stato liberale deve ritrarsi e fare un passo indietro sulle cose di questa natura. E consentire il referendum. Chi vuole che si legiferi su queste cose ( partiti, associazioni, gruppi omosessuali ecc ) non puo’ imporre un cambiamento su queste cose senza che “ogni” cittadino possa esprimersi. E’ l’unico criterio che la convivenza civile e statale consente per questo e’ il referendum. Qui sono chiare due cose. Primo: il matrimonio omosessuale e la genitorialita’ omosessuale introducono un cambiamento radicale, antropologico, epocale nel concetto di famiglia come “societa’ naturale” e unita’ procreativa. Il matrimonio e’ nato e si e’ sviluppato, nelle leggi e nelle Costituzioni, per tutelare la base “naturale” della nostra esistenza di esseri umani. Che non e’ il “desiderio sessuale” o le tante sfumature dell’amore, come si dice. Questo e’ ampiamente tutelato e garantito dalla natura civile e tollerante della nostra societa’ liberale che considera la sessualita’ come sfera “sacralmente” privata e assolutamente libera. Il matrimonio, con la liberta’ sessuale e il diritto ad ogni tipo di amore e desiderio sessuale, non c’entra nulla. Il matrimonio riguarda e tutela altre cose: la procreazione e la riproduzione sessuata. Difendere il matrimonio, concepito su questa base, non e’ difendere un’idea religiosa. Ma difendere un istituto di corretta regolazione del fattore base della nostra riproduzione ereditaria: la procreazione consapevole e tutelata. Cio’ che prolunga la specie e ci rende diversi dalla riproduzione degli animali. Si puo’ essere contro o a favore di questa visione ( che e’ laica e non religiosa ). Ma non e’ giusto e liberale sconvolgerla con un colpo parlamentare. Solo un referendum puo’ farlo. Secondo: il ddl sulle unioni civili sta perdendo la sua natura iniziale. Era nato come una distinzione dichiarata e riconosciuta tra il matrimonio, costituzionalmente definito, e le unioni civili che dovevano estendere alle coppie conviventi ( di qualunque sesso ) tutele e istituti sociali di protezione. Invece, per strada, il ddl e’ cambiato. E’ diventato un modo surrettizio, ipocrita, nascosto, truccato di mischiare le cose. E di introdurre per vie traverse il matrimonio omosessuale. Senza dichiararlo alla luce del sole e nascondendosi dietro trucchi linguistici, cavilli e arzigogoli. Il Papa ha espresso molto chiaramente la posizione di un credente cristiano: non ci puo’ essere equiparazione tra la famiglia “voluta da Dio” e altri tipi di unione. Ma anche un non credente puo’ arrivare alla stessa conclusione: non ci puo’ essere equiparazione tra la famiglia, “societa’ naturale” ( evoluzione civile e culturale di una base naturale della convivenza, eterosessuale e procreativa) e altri tipi di unioni’. Il matrimonio non e’ un diritto civile individuale, come impropriamente dicono i conformisti del politicamente corretto, estendibile a piacimento come un elastico solo che uno lo desideri. Non e’ un diritto individuale precluso solo a una categoria di cittadini, le persone dello stesso sesso. Andate a leggervi, per curiosita’, nel Codice civile italiano quante categorie di cittadini o situazioni di vita sono esclusi dalla possibilita’ di accedere al matrimonio. E non di quello religioso. Ma di quello civile. Perche’ il matrimonio non e’ un diritto. E’ un contratto, pubblico e civile, che deve tutelare altre persone, oltre i contraenti: i figli. I diritti e i desideri delle persone ad amarsi, a convivere, a curarsi dell’altro, invece, vanno tutelati e garantiti da altre forme giuridiche: l’ unione civile puo’ essere un istituto moderno ed evoluto per garantire questi desideri da tutelare. Matrimonio e unione: si tratta di campi distinti. Cosi’ ci avevano detto. E cosi’ era scritto nei programmi elettorali. Vero caro Pd? Invece hanno truccato. E attraverso le unioni civili alcuni vogliono cambiare, surrettizziamente, l’istituto del matrimonio. Senza dirlo apertamente. Io mi auguro che il ddl sulle unioni civili, se non si torna alla distinzione originaria tra matrimonio e unioni, cada. E che si promuova un referendum propositivo sul matrimonio omosessuale. Invece della violenza dell’imposizione per legge di un punto di vista divisivo, il matrimonio omosessuale, dove perlomeno dovrebbe valere un principio di maggioranza. Verificato in un referendum. Perlomeno. Oggi i cattolici, in Italia, sono gli unici che, con la loro convinzione religiosa ( che non e’ la mia) difendono un concetto di famiglia che si avvicina alla mia convinzione laica. Per questo il 30 io saro’ al Family day.

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