Famiglia

Famiglia, nel nostro diritto liberale, non e’ un indistinto legame sociale. E’un’istituzione civile. Ed e’ intesa come nucleo base della nostra societa’. E non perche’ e’ un’unione d’amore: un puro desiderio di convivenza. Questo desiderio privato e’ importante ma non rilevante a fini della societa’, dello Stato e dell’interesse generale. Lo Stato fa bene a regolare anche le convivenze. E’ un progresso. Ma niente che somigli al rilievo sociale della famiglia. Molti lo dimenticano: la famiglia non e’ semplice convivenza regolata. E’ molto di piu’. Essa ha un’ importanza specifica per lo Stato: per motivi economici, sociali, istituzionali, culturali, morali. Al punto di essere considerata, dai codici civili, un’istutuzione in se’. E non perche’ sancisce l’unione d’amore o il desiderio e il piacere di due persone. Questo e’ un diritto e una liberta’ assolutamente privata e sacrosante in uno Stato liberale: due persone che si amano e vogliono stare insieme, qualunque sia il loro sesso, devono avere piena liberta’ di farlo. Un paese che conculca il diritto all’amore omosessuale e’ un paese incivile e illiberale. Ma questo non c’entra nulla con la famiglia e il matrimonio. Qusti sono istituti assolutamente specifici. Per il loro effetto sociale. Il matrimonio non e’ sanzione dell’amore tra due persone o diritto di essi a vivere insieme. Che non deve essere conculcato. E’ qualcosa di diverso: e’ un contratto tra due persone e lo Stato e la societa’. E per una semplice ragione: che il desiderio sessuale eterosessuale ha la “tremenda” conseguenza della procreazione. E uno Stato civile e liberale non puo’ essere indifferente alla procreazione. Che da’ vita ad obblighi e doveri: della coppia eterosessuale che procrea e dello Stato che deve regolamentare la facolta’ naturale di procreare. Senno’ saremmo branco. Il matrimonio, percio’, e’ contratto. Non semplice unione civile o religiosa. Tanto e’ vero che i doveri e gli obblighi del matrimonio persistono oltre la durata dell’amore e, persino, della convivenza tra quelle due persone. Lo Stato e la societa’ intervengono attivamente nella giurisdizione e nella tenuta della famiglia eterosessuale perche’ questo “specifico” tipo di unione, il patto matrimoniale, non e’semplice unione privata ma “istituzione” sociale. Con obblighi e doveri sociali. La famiglia procreativa- fatta di padre, madre e figli- “serve” all’organizzazione sociale, di cui lo Stato e’ garante, per una serie di compiti che non sono intercambiabili con altre istituzioni: compiti di welfare, compiti economici, compiti educativi e culturali, compiti di previdenza, compiti di equilibrio psicologico e morale. Tutti racchiudibili in uno: regolare e disciplinare le conseguenze sociali della facolta’ di un uomo e di una donna di procreare. Come si fa a non percepire piu’, nel delirio individualistico ed edonistico di chi equipara l’unione civile al matrimonio, il legame strettissimo e specifico che vi e’- nel concetto di famiglia fondata sul matrimonio eterosessuale- tra amore eterosessuale, procreazione, riproduzione e fondazione della famiglia? Che costringe ad “obblighi” oltre che diritti? Se la facolta’ naturale di un uomo e una donna di procreare non fosse stata regolata, attraverso il matrimonio e il diritto di famiglia, non ci saremmo distinti dagli animali per i quali procreare e’ solo una funzione naturale e un obbligo genetico mediato dal desiderio. La civilta’ e la cultura, se vogliamo per una caratteristica piu’ intelligente ed egoistica dei geni umani evoluti, hanno affinato la procreazione, frutto del piacere sessuale comune a tutti i viventi e anche a quelli non umani, sublimandola nella “famiglia”- con i suoi modelli e le sue figure costitutive di padre, madre e figlio- come istutuzione sociale. Che si fa carico degli obblighi e delle conseguenze della facolta’ naturale di procreare. E questa istituzione, la famiglia, ha assunto nella civilizzazione un valore sociale e civile che supera quello di ogni altra istituzione. Con un impatto enorme: nell’economia, nella trama civile, etica e culturale dello Stato, nella sanita’, nella scuola, nell’equilibrio psicologico, educativo e sociale dei figli. E’ assolutamente irresponsabile che cittadini maturi e consapevoli dimentichino o sottovalutino questa “natura” della famiglia basata sulla facolta’ naturale della procreazione. Che fa di un branco una societa’. E di uno Stato un’ente responsabile verso i suoi cittadini. Per tutte queste cose il matrimonio non e’ unione civile. E l’unione civile non e’ il matrimonio. Come vedete tutto e’ profondamente laico. La religione non c’entra nulla. Anche un non credente dovrebbe capire che l’unione civile non e’ e non puo’ essere un matrimonio. E che l’unione civile non e’la famiglia. E che quest’ultima- unione di padre, madre e figli- non merita l’idiota indifferenza e sottovalutazione che oggi la circonda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...