Spariti tutti. 

Oggi Bini Smaghi sul Corriere dice due verita’ indigeste. La prima: nonostante occasioni irripetibili- bassi tassi per la politica BCE, prezzi dell’energia in calo, debolezza dell’euro, politica fiscale espansiva del governo- l’Italia e’ ferma al palo: non cresce. E l’ottimismo di Renzi inizia ad appare un po’ stucchevole. E di maniera. E fa apparire un po’ cortina di fumo e strumentale la polemica verso Bruxelles e la Germania. Che, in realta’, con le ragioni della bassa crescita italiana di oggi c’entrano poco. I guai sono nazionali. La grande spinta innovatrice, che porto’ al Job Act, sembra essersi arenata un po’. E, nonostante la voce grossa che vogliamo fare verso la Germania, non ci siamo veramente messi in regola con i compiti a casa: il deficit sale, il debito pure e la spending review e’ un pallido ricordo del passato. E poi la vera palla al piede: la produttivita’. Il paese non riesce a ridiventare competitivo e ristagna in una permanente condizione di bassa produttivita’. Cosi’ gli appelli di Renzi ai tedeschi a ridurre il loro avanzo commerciale sono un po’ patetici. Quelli potrebbero risponderci con una risata ironica, viste le nostre performances sulla produttivita’. Sarebbe ora che Renzi, oltre a prendersela con i tedeschi che fanno i loro interessi ( come faremmo tutti al loro posto) se la prendesse con qualcuno in casa nostra. Che non fa il proprio ( e nostro interesse). Chi? Sindacati e Confindustria, per cominciare. La produttivita’ del paese e’, soprattutto, affar loro. Loro potrebbero dare una mano. E non la danno. Stanno fermi al palo: silenti, impotenti, burocraticamente con le mani in mano. Che nostalgia per il grande sindacato nazionale, concertativo, collaborativo, di governo dei Lama, dei Marini, dei Benvenuto, dei Trentin. Oggi il sindacato e’ un gruppuscolo inutile. Come lo e’ la Confindustria. Non fanno, neppure, i loro interessi corporativi. Figuriamoci quelli del paese. E Renzi sembra appagato del loro silenzio e della loro impotenza: ” cosi’ non rompono….”. Invece si sarebbe bisogno, per elevare la produttivita’ del paese e stimolare la crescita, di una nuova stagione di accordi sindacali, fabbrica per fabbrica, ufficio per ufficio, per obiettivi comuni ( a padroni e lavoratori) di produttivita’, di crescita, di innovazione aziendale. Meno chiacchiere e piu’ collaborazione. Invece tutti fermi, tutti zitti, tutti ad occuparsi d’altro. E’ sparito pure Landini che, almeno, faceva folclore e stimolava a fare il contrario di cio’ che lui proponeva ( facendo cosi’, automaticamente, il bene del paese ). Spariti tutti. Ma, intanto, ce la prendiamo con la Germania. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...