Sinistra? Archeologia. 

Rossi si candida a segretario del Pd alternativo a Renzi. Ovviamente lo fa ripetendo il solito mantra: lui e’ la vera ” sinistra”, lui e’ contro la diseguaglianza e bla bla. Mantra, appunto. Parole vuote, segnali per allodole, buttate li’ solo per acchiappare polli. Un politico serio e moderno dovrebbe smetterla di giocare con le parole. E’ un vizio solo italiano. Provinciale e moralmente indecoroso. E antico. Rossi, invece di dirci in che cosa esattamente si oppone a Renzi e in che cosa,mesattamente, si distingue da lui e che cosa, esattamente, propone di diverso, quali riforme e con che mezzi, evoca. Butta li’ parole vuote, richiami per uccelli- sinistra, diseguaglianza e bla bla cantando- e crede di avere detto qualcosa. E’ solo un difetto italiano questa politica ideologica, fatta di richiami simbolici, di genericita’ strombazzate- sinistra, diseguaglianze e bla bla- con l’aria di presentare una visione del mondo. Un’idea farlocca e parassitaria della politica: parole vuote ( sinistra, diseguaglianza e bla bla) opposte al duro lavoro del politico moderno che dovrebbe indicare soluzioni, idee concrete, riforme per tutti. Cose che, prima di essere di sinistra o di destra, dovrebbero essere efficaci, utili al paese, di interesse nazionale. Non sappiamo piu’ che farcene di parole- sinistra, destra, centro- se non accompagnate, da concrete e verificabili politiche di governo. E poi, consentitemi, uno del Pd avrebbe il dovere morale di ricordarsi di una cosa: il Pd e’ il progetto di un partito che non e’ nato per essere un partito di sinistra. Dimenticarsene e’ una condotta, persino, eticamente, discutibile. Il Pd e’ nato, costitutivamente, come una formazione piu’ larga della vecchia sinistra. Esso doveva unire famiglie politiche, progressiste e popolari, oltre la tradizionale sinistra democratica che proveniva dal Pci: quella cattolico-popolare della tradizione Dc e quella di componenti laico-democratiche della tradizione azionista. Il Pd e’ nato per essere una cosa nuova: non un vecchio partito di sinistra ma un nuovo partito di centrosinistra. Cosi’ vi eravate presentati. Ora, per combattere Renzi, siete regrediti alla “sinistra”. Ma e’, appunto, una regressione: un tradimento delle intenzioni originarie, un salto all’indietro, un ritorno al passato, al secolo scorso. Una sconfitta. Se devo tornare al secolo scorso, se devo regredire alla “sinistra” contro il progetto di un moderno “centrosinistra”, allora mi tengo Renzi. Con tutti i miei dubbi. L’archeologia a me piace studiarla e visitarla. Non praticarla. 

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