Oscurita’ 

Tutto quello che si desidera e’ permesso? Tutto quello che e’ tecnicamente possibile si puo’ fare ? Tutto quello che si desidera e’ un diritto? La procreazione e’ responsabilita’ verso un terzo , il bambino. Non e’ facolta’ di potenza del maschio di usare l’utero femminile come semplice veicolo e contenitore. Acquistabile, ad un buon prezzo, su un catalogo o in un villaggio povero dell’America Latina. Vero Vendola? Ed e’ disponibilita’ della donna a usare il suo corpo come contenitore neutro della potenza generatrice del maschio. L’etica scompare, dalla maternita’ surrogata, sostituita dall’edonismo: il desiderio fonda il diritto. Di questo passo, quando la genetica consentira’ tecnicamente anche questo, si finira’ presto al diritto di scegliere i caratteri del figlio: alto, biondo, intelligente. E, naturalmente ad una nuova divisione in classi: tra chi ha i mezzi per procreare artificialmente e scegliere i caratteri del figlio come al supermercato, e chi non ha i mezzi. Tra have and have not. Il tutto in nome della liberta’ e della scienza. Ma questa e’ una visione nazistoide della liberta’ e della scienza. La liberta’ liberale non e’, affatto, illimitato diritto individuale. Tantomeno illimitato diritto alla procreazione. Che, invece, e’ regolata e avvolta in vincoli di responsabilita’ civile. E’, cioe’, una liberta’ limitata. Che si ferma laddove si scontra con la liberta’ e i diritti di un altro. Ad esempio quelli della donna a non essere comprata e usata, per costrizione materiale, come corpo che veicola una vita senza iniziare una maternita’. O quelli del bambino a non nascere in un contesto antropologico alternativo, che scommette sulle conseguenze psichiche e sanitarie della sua crescita e che risponde solo ai gusti e ai desideri di una coppia che l’ha prodotto senza averlo generato: la tecnica di un dentifricio. Questa visione della liberta’ individuale e’ libertinismo. Niente di liberale. Ma molto di aristocratico e di pretesa ( mediata dalla potenza della tecnica e del denaro). Anche la scienza o la tecnologia, nell’epoca della potenza della genetica, non puo’ piu’ essere potere indifferente all’etica. Non lo era per Einstein, il prototipo dello scienziato moderno, quando si oppose all’uso incivile ed inumano delle sue stesse scoperte in campo atomico. Nell’epoca della potenza della tecnica riproduttiva ( maternita’ surrogata ) e della eugenetica ( facolta’ di selezionare i caratteri del prodotto della procreazione ( il figlio ) occorrerebbe lo stesso atteggiamento di Einstein verso la bomba atomica: riflettere, stabilire codici etici nell’uso della tecnica e della potenza del sapere umano. Dialogare prima di decidere. E non decidere, in base a forzature politiche e parlamentari, con la legge dei numeri in Parlamento, su dilemmi inediti della coscienza. La liberta’ di ricerca scientifica deve essere totale ma le sue applicazioni non possono essere estranee al principio del loro uso civile e pacifico. E non incivile, selettivo, illiberale. Chi stabilisce l’uso o il non uso della ricerca? Oggi e’ un pugno di ideologi militanti, ipocriti e autoritari. E di politici imbelli subalterni ad essi per ignoranza e pura preoccupazione elettorale. Questo pugno di ideologi stabilisce, ad esempio, che la tenica genetica applicata ad un pomodoro per migliorarlo (ogm) e’ da vietare. Mentre e’ consentita, senza limiti etici, se applicata ad una vita umana. Questo pugno di ideologi, per puro edonismo dalla pancia piena, e’ capace di campagne militanti contro tecniche di manipolazione e di miglioramento “surrogato” ( vecchio come la storia dell’uomo) dei prodotti agricoli. Ma e’ indifferente alla maternita’ surrogata: cioe’ alle teniche che sostiuiscono la procreazione sessuata e le sue conseguenze etiche e civili. Un velo di oscurita’ e di irresponsabilita’ si sta calando sulla realta’.

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