Più’ renzismo. Non meno

La minoranza che non c’è’. Qual’e’ lo stato del renzismo? Un po’ di smalto si è perso. Certo uno non può’ tenere 90 minuti della partita allo stesso ritmo. È una regola. Oggi il governo Renzi sta vivendo una fase di rallentamento. Dopo un anno e mezzo di netto passo riformista. La maggiore frenata è sulle riforme economiche: la crescita continua a non vedersi e il ritmo delle innovazioni si è allentato. Non abbiamo tenuto il passo sulla spesa pubblica, sul debito, sul mercato del lavoro. È tornato un certo comodo alibi antieuropeo che scarica sull’Europa e sulla presunta austerity le debolezze della nostra politica economica. Renzi, sulla politica internazionale ( immigrati, Libia, guerra al terrorismo) ha rinunciato al profilo alto e sembra rinculare, piuttosto, sulla chiusura e il profilo basso. Il Pd, nelle città’ e a livello locale, sembra aver arrestato la rivoluzione culturale e continua a mostrare un volto vecchio e poco sopportabile. Quello che occorrerebbe in questa fase, per l’interesse dell’Italia, sarebbe una critica a Renzi dal versante della coerenza del suo disegno riformatore. Invece si ritrova: un’opposizione di destra sconclusionata, estremista, volgare e frantumata e una opposizione interna, la minoranza Pd, infantile, comicamente retrograda, contraria alle riforme, ideologica e politicamente imbelle. Renzi non è incalzato, come dovrebbe essere in una democrazia efficiente. Dai suoi avversari, esterni e interni, e’ delegittimato, aggredito in modo fazioso e pregiudiziale. In un contesto democratico questo è il modo migliore per far risultare il leader senza alternative e il minore dei mali possibili. Ma questo non è un bene. Perché puo’ anche lasciare adagiare Renzi e fiaccarne il ritmo riformatore. Ed è quello che sta succedendo. Oggi in Direzione del Pd si assisterà’ allo spettacolo di una minoranza che pretendera’, ridicolmente, di inventarsi critiche di sinistra, cioè conservatrici, stantie e ideologiche, al governo e Renzi che avrà’ buon gioco a fronteggiare oppositori passatisti e inefficaci. E invece ci sarebbe bisogno di una polemica verso Renzi: quella che richiede la coerenza sul progetto riformista, sul ritmo delle riforme, sulla rivoluzione del volto locale del Pd e la trasformazione vera in Partito della Nazione. Cioè’ in  quella formazione nuova e maggioritaria di centrosinistra, oltre le logore rimasuglie della sinistra del secolo scorso, che era la promessa di Renzi. Servirebbe una minoranza che incalza Renzi sui pericoli di una rivoluzione mancata o bloccata. Una minoranza “migliorista” che non c’è’! 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...