Minoranza Pd: resetta! 

Da bersaniano non pentito vi dico: resettate e ricominciate! Nel Pd non e’ che non vi siano le ragioni per una critica a Renzi. E’ che la minoranza Pd ha scelto le ragioni e il metodo sbagliati per farlo. Ed e’ finita in un cul de sac: abbozzare o andarsene. Un’alternativa assurda. Le ragioni sbagliate discendono dall’assunzione di principio su cui la minoranza Pd ha deciso di connotarsi: la critica a Renzi da “sinistra”. Questo e’ oggi, politicamente, un non-luogo. Niente, nella societa’ italiana di oggi ( ma anche in Europa) fa intravedere risposte e bisogno di ricette di “sinistra”. Lo ha dimostrato il caso Grecia. Li’ era stata tentata una via di “sinistra” per affrontare ( da versanti piu’ gravi) i problemi che ha di fronte l’Italia: conti pubblici, Welfare, spesa pubblica, politiche del mercato del lavoro, crescita e occupazione. Una debacle: la sinistra ha fallito. Ha dovuto rimangiarsi tutte le sue ricette. Nel giro di sei mesi e’ stata sbaragliata. In nessun paese europeo oggi si delineano soluzioni di “sinistra” alle sfide dei paesi del continente. Dovunque e’ la destra che sfrutta il radicalismo e il populismo. E vince. Il populismo e l’antieuropeismo portano al disastro della sinistra. La sinistra continua ad essere, dappertutto, elettoralmente e politicamente sconfitta in Europa. Mantiene funzioni di governo da minoranza ormai ( Francia ) o coalizzata con i moderati ( Germania, forse Spagna e altrove). Sinistra, oggi, e’ un problema. Non una soluzione. Strano che leaders scafati, come D’Alema, Bersani o Veltroni, non se ne accorgono. E non cerchino di correre ai ripari. Come? Abbandonando questa mitologia della critica da “sinistra” a Renzi. E tornando a incalzare Renzi sulle ragioni, invece, di un coerente e innovativo riformismo di centrosinistra. E’ il centrosinistra, non la sinistra, il futuro per i progressisti. E il centrosinistra significs riforme incisive, innovazioni, eradicamento di comportamenti, usi, costumi, abitudini che hanno in Italia, purtroppo, un segno di “sinistra”: burocratismi sindacali, improduttivita’ della spesa pubblica, egualitarismo esasperato, alta tassazione, humus antimpresa ecc. D’Alema nel 1993 e Bersani nei governi dell’Ulivo provarono a spostare il loro partito di allora dai filosofemi conservativi dell’eterna sinistra alle sfide dell’innovazione di centrosinistra: con una dura polemica verso le vecchiezze sindacali ( D’Alema) o con le riforme liberalizzatrici di Bersani. Poi tutto e’ rinculato. oggi la minoranza Pd, ostinandosi a definirsi di “sinistra”, si condanna all’afasia e all’impotenza. Opponendosi alle riforme di Renzi perche’ di “destra” si consegna ad un’immagine di arcaismo, fossilizzazione, conservatorismo. Loro non capiscono che su questo terreno- tra chi fa riforme ( seppur dipinte come di destra) e chi, per opporsi, sta fermo a contestarle- vincera’ sempre chi fa le riforme. Il mio consiglio? Resettate. Smettetela di definirvi di sinistra. Diventate guardiani delle promesse di riforme e di modernizzazione del Pd. Anche di quelle di Renzi se quest’ultimo mostra segni di rallentamento. Riscoprite lo spirito del 93 di D’Alema o delle lenzuolate di Bersani. Dimostrate che tutto il Pd e’ un partito nuovo, di centrosinistra e non di vecchia sinistra. Capace di poter essere votato da un larghissimo spettro di elettori e non solo dalla “propria gente” di sinistra: una minoranza. Smettetela con questa solfa minoritaria contro il Partito della Nazione: un’espressione bellissima che avrebbe mandato in visibilio persino Togliatti. Di Renzi, purtroppo, ve ne liberate solo con una scissione. Per colpa vostra. Perche’ per tentare di liberarvene con la deligittimazione e l’opposizione alle riforme, lo fate apparire indispensabile. Per ogni autentico riformista. Voi, minoranza Pd, avete bisogno di fermarvi un attimo, riflettere sulle vostre sconfitte, fare una sana e coraggiosa autocritica e cambiare registro. Con gli infantilismi e la tristezza di Speranza, con le trovate vetero di D’Alema, con il decadentismo vuotoparolaio di Cuperlo, con le bizze vegliarde di Bassolino non andate lontano. 

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