Imbroglioni o disinformati.

 Il referendum non e’ un voto politico. E non vale il principio dell’esercizio del voto come dovere civico. Basterebbe che chi ha dubbi riflettese sul seguente interrogativo: perche’ nel referendum , a differenza che nel voto politico, la legge prevede che il quorum della partecipazione ( 50 % degli elettori) sia imperativo? Perche’ nel referendum, nei fatti, il non voto vale come voto contrario? Ve lo siete mai chiesto? Perche’ un referendum abrogativo non e’ uguale all’esercizio del voto politico, che e’ il massimo diritto e dovere civico in una democrazia parlamentare. Nel voto politico si scelgono i rappresentanti della Nazione che guideranno il paese per 5 anni. E si vota tra varie opzioni per decidere chi ci governa. Il referendum abrogativo, previsto in Italia, e’ una cosa del tutto diversa. E’, semplicemente, la facolta’ che si da’ a un certo numero di persone che chiedono il referendum di ottenere la cancellazione di leggi, o parti di esse, votate dal Parlamento. Insomma un referendum smentisce e corregge una decisione del Parlamento. E siccome un referendum non e’ la scelta di una delega a un rappresentante ( voto politico ) ma e’ la cancellazione, con un si o con no, di una legge che riguarda la vita concreta di tutti i cittadini, l’esercizio del referendum deve essere molto responsabile e rigoroso. Non puo’ essere una ginnastica. La sinistra su questo e’ stata sempre molto critica verso l’uso disinvolto del referendum. E’ nota la polemica decennale con i radicali sull’uso del referendum. In particolare: siccome il referendum, abrogando una legge, cancella una decisione del Parlamento, cioe’ del massimo organo sovrano della nostra democrazia e sede della volonta’ popolare, il referendum abrogativo richiede l’espressione di una volonta’ popolare, addirittura piu’ chiara e legittima dello stesso voto politico. Chi promuove il referendum deve dimostrare, effettivamente, di esprimere la volonta’ della maggioranza dei cittadini. Non puo’ succedere che una piccola minoranza di elettori smentisca, abrogando una legge, la volonta’ del massimo organo della volonta’ degli elettori: il Parlamento. E non e’ possibile che una minoranza di elettori cancelli una legge, cioe’ una norma che riguarda la totalita’ dei cittadini. Per questo nel referendum e’ assolutamente fondamentale il raggiungimento del quorum, cioe’ della partecipazione al voto della maggioranza effettiva degli elettori. Il quorum significa, per la nostra legge referendaria, che la maggioranza degli elettori, e non una minoranza, consente a correggere il Parlamento, a smentirlo, abrogando una legge da esso decisa. Smentire il Parlamento, in un sistema liberale, e’ cosa seria e impegnativa. Per questo la legge prevede il quorum. Far valere il quorum nel referendum, come pretende il nostro ordinamento liberale, significa che il non voto diventa automaticamente, una modalita’ per rifiutare la richiesta di un referendum. Per far fallire tale richiesta. Chiedetevi: perche’ chiedere il referendum e’ cosi’ facile ( 500.000 voti o la richiesta di alcuni consigli regionali ) ma poi vincerlo, data la condizione del quorum, e’ cosi’ difficile? E’ ovvio: chiunque puo’ chiedere un referendum. Ma poi deve dimostrare, nei fatti, con il quorum, che la maggioranza qualificata del popolo elettore accetta la plausibilita’ del quesito referendario. Di un quesito che, addirittura, corregge e smentisce una legge votata dal Parlamento. Il quorum e’, ai fini della dimostrazione della volonta’ popolare di accettare l’oggetto del referendum, addirittura di valore piu’ importante del si e del no. Per questo il quorum e’ condizione obbligatoria per chi promuove il referendum. E, per questo, chi rifiuta il quesito del referendum ha la facolta’ di non votare e puntare al non raggiungimento del quorum. E’ un diritto. Stabilito dalla nostra legge. Non e’ chi si oppone al referendum che utilizza impropriamente il quorum. E’ chi promuove il referendum che ha l’obbligo di dimostrare con i fatti ( il raggiungimento del quorum ) di interpretare la volonta’ della maggioranza degli elettorin di tenere un referendum per abrogare una legge del Parlamento. Chi confonde la gente e gli sprovveduti dicendo che, nel referendum, votare e’ un dovere o e’ un imbroglione o non conosce le leggi della nostra Repubblica. 

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