E la Fiom, battuta, cambia linea ? 

Finalmente segnali di normalita’sindacale. Oggi scioperano i metalmeccanici. Siamo alle solite, direte. No, ci sono grandi novita’. Almeno quattro: lo sciopero non e’ contro il governo ma per il contratto; lo sciopero e’ unitario dei tre sindacati Fim, Fiom e Uilm; lo sciopero e’ finalizzato non allo scontro fine a se stesso ma ad intavolare una trattativa per un contratto; lo sciopero non demonizza la controparte padronale ( magari preferendo i tribunali come ha fatto la Fiom in Fiat ) e non chiede l’intervento del governo ma assume l’impresa come interlocutore. Non piacera’ a Landini ma questo sciopero, finalmente, e’ la totale sconfessione della sua linea e di almeno 15 anni di massimalismo e antagonismo sindacale (tra i metalmeccanici )della Fiom e della Cgil. La Fiom esce da una sconfitta totale, la guerra alla Fiat, ed evidentemente inizia una retromarcia. Finalmente. L’antagonismo e la solitudine della Fiom non ha pagato e non ha portato nulla ai lavoratori: i metalmeccanici, dopo 10 anni di antagonismo della Fiom, si ritrovano con piu’ fabbriche chiuse, meno fabbriche nate, salari piu’ bassi e disoccupazione piu’ alta. L’antagonismo e’ stato, visto il bilancio, perlomeno inutile. In realta’ dannoso. Bene quindi il ritorno all’unita’ sindacale, la fine dell’isolamento ricercato e il ritorno alla lotta per il contratto e non per obiettivi politici ( a proposito, dove e’ finita la “coalizione popolare” di Landini? ). Detto questo, c’e’ il risvolto della medaglia. Sul tema oggetto dello sciopero, il contratto, la controparte padronale e’ piu’ avanti dei sindacati. La proposta delle imprese per il contratto contiene punti di straordinaria novita’ e modernita’: la priorita’ al contratto aziendale; l’istituzione di un salario minimo garantito; gli aumenti salariali connessi agli obiettivi di produttivita’. Tre contenuti che segnano una svolta modernizzatrice nelle relazioni industriali. I sindacati, pur criticandola, per ora, non hanno rigettato in linea di principio questa piattaforma padronale. E, anche questo e’, nel caso della Fiom, una smentita radicale delle sue precedenti posizioni. Ma ora serve che anche la piattaforma sindacale si elevi al livello di quella padronale. E modernizzi i suoi principi contrattuali. Finalmente si passa dall’antagonismo alla partecipazione e al sindacato partecipativo e costruttivo? Si vedra’. Un timido passo e’ fatto. 

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