Altro che Saviano

Sta diventando stucchevole questa polemica su Gomorra. Non e’ vero per niente che trattandosi di una fiction, di una serie tevisiva, di un prodotto artistico e non documentale si debba, per forza, rappresentare una intera citta’ (di 4 milioni di abitanti) nella scarnificata, surreale e totalizzante immagine delle sue periferie romanzate, del Male puro, totale, senza correttivi, incontrastato e che non fa intravedere speranze. Film? Ci dimentichiamo che la tesi di Saviano non e’ filmica. Lui lo dice sempre: “il sud e’ camorra. Tutto. Napoli e’ perduta. Il sud e’ perduto. L’Italia e’ perduta. Perche’ tutto e’ male e corruzione. Il governo e la politica in primis”. Lui sostiene una tesi politica e sociologica, non filmica. E la rappresenta, fedelmente, in Gomorra. Dove tutto e’ Male. Senza spiragli. Nemmeno accennati. E’ solo tecnica filmica? Falso. E’ tesi sociologica. E politica. Si puo’ fare, sulla crudelta’ della camorra, fiction avvincente, grande fiction e non distorcere la realta’. Ci sono esempi. Se qualcuno conosce Netflix, un fenomeno di web television che sta travolgendo il mondo, ci vada (pagate 6 euro invece che i 29, se escluso il calcio, di Sky) e guardi la serie televisiva Narcos, dedicata alla vita di Pedro Escobar e del narcotraffico in Colombia. Una fiction realissima e avvincente. Un saggio di storia contemporanea. E fiction che cattura. Ma non distorcente. Li’ l’organizzazione criminale, forse, piu’ potente, ricca e spietata di sempre e piu’ simile a mafia e camorra, viene rappresentata in un modo magistrale. Ma che non violenta la realta’. Li i Narcos non sono tutta la Colombia. Perfino Medellin, la capitale dei narcos, e’ piu’ complessa della Napoli di Saviano. Ci sono i Narcos e c’e’ chi li combatte. Pure a Medellin. Che e’ fatta di tante Scampia ma, anche, di poliziotti, giudici, giovani normali, politici non corrotti, cittadini banali. Dice il giudice Boccassini: ” guardando Gomorra ti alzi con la voglia di combattere il male”. Ma quando mai. Non dica scemenze. Ti alzi disperato, scosso, rassegnato, imbarazzato. Se sei uno normale e intelligente ti alzi perplesso e, semmai, indignato di vedere una realta’ cosi’ brutale, infernale, senza luci. Che ti appare condannata per sempre, senza una porta socchiusa. Perche’ abitata da gente antropologicamente mutata. Irrecuperabile. E ti alzi indignato perche’ avverti che quella merda di Savastano e i suoi simili non li combatte nessuno. E vedi che nessuno di loro finisce a marcire in galera. E, soprattutto, ti alzi convinto che quel posto, Napoli/Scampia, e’ da evitare: sara’ pure solo fiction, ti dici, ma quella citta’, forse, devi solo evitarla. E se sei un giovane, un po’ imbecille o disperato, puoi essere, persino, comprensivo della alternativa di vita potente, rivoluzionaria e avventurosa dei giovani camorristi. Delle larve, invece. Se guardi Narcos, all’opposto, sei travolto dal dilagare della crudelta’ e della morte ma ti affascini, anche, a figure “normali” di poliziotti, magistrati, politici che qualche colpo ad Escobar lo danno. Li’ c’e’ la guerra di mafia e la guerra alla mafia. Come sarebbe, in realta’, anche a Napoli e nel Sud. E Medellin ti appare piu’ viva di Napoli/Gomorra: non e’ un girone dantesco perduto. E’ attraversata da conflitti. Escobar, il Male, persino li’, a Medellin , la sua capitale, fronteggia il Bene. E alla fine Escobar, incredibile a dirsi per chi la pensa come Saviano, perde. Si, giudice Boccassini, lei non ci credera’ ma nella Narcos di Netflix, dopo ben 78 puntate in cui Escobar e’ in lotta continua con un’altra Colombia, perde. Sconfitto da quelli che in Colombia fanno il suo mestiere: servitori dello Stato. Che ci sono. Che fanno il loro mestiere (che non e’ quello del critico televisivo o del saggista politico). Il curioso e’ che ci sono anche a Napoli. E combattono i Savastano/Escobar. Ma non si vedono mai in Gomorra. Perche’? In Narcos giudici e poliziotti di Medellin esistono. Combattono Escobar. E alla fine vincono. La Colombia e’ meglio del Sud d’Italia? In Gomorra, Savastano e’ senza rivali (se non quelli come lui):i giudici anticamorra, la politica pulita, i cittadini normali di Secondigliano (sono centinaia di migliaia, sapete), le scuole, lo sport, i preti, i libri non ci sono. Nella Medellin di Escobar, invece li vedi. E pur restando avvinto alla storia filmica e alla tecnica di fiction della serie, ti scopri a parteggiare sempre per i personaggi che Escobar lo combattono. Ti alzi, giudice Boccassini, indignato dai narcos ma pieno di simpatia per chi lo combatte. E vorresti che la fiction continuasse nella realta’. Perche’ vedi che il Male perde. In Gomorra no. Non perde mai. Li’, a Medellin, gli eroi normali e civili esistono e vincono pure. Altra stoffa gli ideatori di Narcos. Altro che Saviano.

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