Voto repubblicano a Napoli e in Italia.

A Napoli si gioca una partita nazionale. Fate male a sottovalutare. Se De Magistris vince usera’ la vittoria a Roma e non a Napoli. Con l’obiettivo, ormai quasi dichiarato, di unirsi ad un movimento di opposizione con i 5 Stelle ( e la Lega) che e’ il vero laboratorio di una nuova geografia politica italiana. In cui i 5 Stelle, con la Lega e i movimenti antagonisti, tipo quello di DeMa, diventino l’alternativa a Renzi. Scalzando la destra e facendo saltare il disegno politico del riformismo istituzionale ed elettorale di Renzi: costruire una dialettica politica europea in cui la competizione e’ l’alternanza tranquilla e “repubblicana” ( nel senso dei valori comuni europei e liberali) tra centrosinistra e centrodestra. A questo disegno si oppone l’avventura: unire le opposizioni radicali, massimaliste, estremiste ed antieuropee di destra e di sinistra in un unico movimento. Che si spera potenzialmente maggioritario e vera anima dell’alternativa al Pd: a partire dalla battaglia al referendum di ottobre. Sarebbe la balcanizzazione dell’Italia. E’ lo stesso disegno di D’Alema? Voglio pensare di no. Ma il “democratico” D’Alema non puo’ non sapere, pena la riconsiderazioni delle sue notorie doti di personificazione del totus politico italiana, che per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana la dialettica non e’ piu’ tra sinistra e moderati. C’e’in campo un movimento “estremista” ( 5 stelle, Lega, massimalismo di sinistra, antagonisti alla DeMa) che puo’ unirsi ed essere, tendenzialmente, maggioritario: un pericolo enorme. Che la sinistra Pd farebbe bene a considerare. Se Renzi cade, caro D’Alema, non so se arriva un Monti ( come voi sembra auspicate): Lega e 5 Stelle,stavolta e per la logica dei numeri, dovrebbero stare dentro il “governo tecnico”. E con quale prospettiva per l’Italia? Follia. Per contrastare la deriva estremista sono essenziali due cose: che il centrodestra moderato ( quello di Berlusconi) torni allo spirito “repubblicano”, quello del Nazareno, e sostenga le riforme istituzionali; che ovunque ci sia il “voto repubblicano”, secondo la bellissima definizione di Fabrizio Rondolino, e siano sconfitti, intanto, i candidati dell’asse grillini. Lega, estremisti ( Roma, Torino, Bologna , Napoli). Milano e’ un caso a se’: e’ l’esempio positivo, invidiabile ed auspicabile della “bella alternanza”‘ civile, tranquilla, costruttiva, riformista ed europea. Da “esportare” in tutta Italia. Tra il moderato Lettieri e l’estremista DeMagistris un “democratico”, un elettore di centrosinistra non dovrebbe avere dubbi da che parte stare. Spiace che a Napoli il Pd, dandosi la zappa sui piedi e avviandosi al suicidio e all’impotenza, non abbia indicato il suo vero avversario: De Magistris. Che vuole affondarlo in Italia ( dopo averlo fatto a Napoli). Voto repubblicano: a Napoli con Lettieri, a Torino, Bologna e Roma con i candidati del Pd. A Milano vinca il migliore.

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