Siamo tripolari. Difficile ridurci a bipolari. 

Ora c’e’ il garbuglio. Il nodo e’ il referendum. Mi sembrano azzardati e rischiosi ambedue gli atteggiamenti che potrebbero prevalere nel governo e tra gli oppositori. C’e’ una parte che pensa: “Renzi puo’ perdere e cadere. Occorre affermare che non sarebbe il caos. La Costituzione piu’ bella del mondo consente, infatti, soluzioni tecniche che evitino il voto anticipato. Mattarella dovrebbe fare come Napolitano con Monti. Se Renzi cade restano due anni di governo tecnico per rifare l’Italicum”. Cosi’ ragione la “testa politica” dell’opposizione a Renzi. Quella che si presenta come “moderata”. Loro oggi hanno uno spettro: i 5 Stelle sono il secondo partito. Con l’Italicum, se Renzi e’ in discesa, possono diventare il primo. Scenario visto, forse a ragione, come apocalittico. Non si esclude che, in nome della responsabilita’, i “moderati dell’opposizione non vagheggino una mossa preventiva, un piano B: Un governo tecnico subito. E il rinvio del referendum. Pochi riflettono che uno scenario di questo tipo ha un’arma in mano: la decisione della Corte Costituzionale in autunno. A questo ragionamento, ovviamente, si oppone Renzi. E fa bene. Ma non sono convinto dell’affidabilita’ e dell’efficacia della sua possibile risposta alla manovra dei “moderati del No”. Renzi, forse, ragiona cosi’: se i 5Stelle sono oggi in ascesa, se sono il secondo partito e se hanno deciso di “entrare in politica” dovrebbero diventare i piu’ tenaci sostenitori dell’Italicum. E per votare con l’Italicum nel 2018 c’e’ una sola strada: che il referendum si faccia e il Si vinca. Non fa una grinza. I pentastellati come alleati dunque. Qui la testa deve prevalere sulla pancia. In questo azzardo c’e’ del senso. Ma c’e’ un dato delle elezioni amministrative su cui uno come Renzi dovrebbe riflettere: dove c’e’ sfida secca tra Pd e 5 Stelle, questi ultimi stravincono. Perche’? Hanno oggi, incredibile a dirsi, piu’ potere di coalizione del Pd. La destra e gli altri, tra Pd e 5 Stelle, votano questi ultimi. Qui c’e’ un fallimento ed un errore di Renzi: aveva promesso un Pd calamita elettorale al centro e a destra. Non ha funzionato. E non raccontino chiacchiere quelli di sinistra. Non c’e’ niente a sinistra che compensi quello che Renzi non conquista al centro e a destra. Siano onesti. L’Ulivo, mi dispiace, sarebbe elettoralmente un flop. Lo ammettino. Senno’ e’ veramente un teatrino. Renzi col Nazareno l’aveva azzeccata. Poi l’ha abbandonato. Da allora sono cominciati i guai. Comunque una cosa e’ chiara: se al ballottaggio, con l’Italicum, ci arrivano Pd e Cinque Stelle. Il Pd puo’ perdere. E l’Italia verra’ governata da Grillo e Casaleggio. Questo e’ il lato debole della resistenza di Renzi a modifiche dell’Italicum. Allora fare modifiche? Facile a dirsi. Difficile a farsi: perche’ i Cinque Stelle dovrebbero accettare modifiche fatte per farli perdere? Possiamo finire nel pantano secsi apre alle modifiche: Renzi ha ragione. Ma un filo di modifica ragionevole, in realta’, c’e’. L’Italia uscita dalle urne e’ tripolare ( Pd, 5 Stelle, destra ). Perche’ non prenderne atto? Una legge elettorale che rifletta questa realta’ non sarebbe un golpe. Basterebbe una piccola modifica all’Italicum: consentire che i due partiti che vanno al ballottaggio possano, nel secondo turno, coalizzarsi col terzo. Fossi in Renzi ci farei un pensiero. 

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