Socialisti e’ l’opposto di populisti.

La Spagna conferma una legge delle tendenze politiche oggi in Europa. Che vale per tutti: la crisi economica, la debolezza della costruzione europea e l’immigrazione hanno prodotto una larga opinione populista, estremista, disgregatrice che assume le dimensioni di una terza forza elettorale, indifferentemente di sinistra o di destra. A questa tendenza dell’elettorato se ne oppone un’altra, pero’, che e’ sinora maggioritaria: la reazione a questa tendenza. La larga maggioranza dell’elettorato che vota ha paura del populismo. E’ magari scettico sull’Europa, sull’immigrazione, sull’austerita’, sull’impoverimento delle classi medie, sulla disocuupazione giovanile ma non ritiene auspicabili, attrattive o possibili le soluzioni populiste. Continua a preferire, all’antipolitica, la politica: soluzioni tranquille, moderate, di governo. Teme l’avventurismo populista di destra o di sinistra e si affida alle formazioni che propendono al centro. In quasi tutti i sistemi europei, qualunque sia il sistema elettorale, questa tendenza “centrista” dell’elettorato sta dando vita ad una “grande coalizione”: la risposta repubblicana dei sistemi democratici e liberali alle minacce disgregatrici del populismo, del radicalismo e dell’estremismo. I socialisti vivono una doppia crisi: sono elettoralmente in declino e sono politicamente sbandati. Vagano incerti tra il proprio ruolo tradizionale di forza di centrosinistra, di stabilita’ e di governo e le sirene populiste. La sinistra e’ sempre minacciata dal virus della sociologia: siccome da’ al populismo la valenza di un fenomeno sociale, espressione della protesta degli strati deboli, piu’ poveri o declassati, e’ tentata di allearsi con esso. Per salvaguardare la sua pretesa di rappresentare le parti socialmente piu’ deboli. Cosi’ i socialisti, una grande forza politica di governo del passato europeo, stanno diventando ne’ carne ( governo) e ne’ pesce ( opposizione). Stanno liquidando la loro ragion d’essere, la loro tradizione e la loro funzione. Perdono perche’ inseguono il populismo e si radicalizzano. Cosi’ spariranno. Non capiscono che i socialisti non possono essere di sinistra ma solo di centrosinistra: una forza di sistema e non di antisistema; una forza della politica europea e non dell’antipolitica; una forzavtranquilla di governo e non di demagogica opposizione; una forza di alternanza e in competizione con la destra moderata e non una forza “nemica” della destra moderata. Puntare a rappresentare la parte debole della societa’ non vuol  dire “copiare” i populisti o allearsi con essi, come sproloquiano gli attempati leader della sinistra attempata, a cominciare da Corbyn. Il centrosinistra deve dare risposte, efficaci e realistiche, di politica di governo al disagio che il populismo segnala. Non diventare populista o virare a sinistra. Quando prende questa strada i socialisti muoiono. Perche’ non e’ la loro funzione. L’elettorato europeo conosce i socialisti come forza del sistema, di stabilita’ e di governabilita’. Non li considera come forza antisistema. In questo caso li cancella. E semmai vota per glimantisistema originali. Che poi sono anche e ancora, per fortuna, una soluzione minoritaria e perdente nei sistemi europei. Ma un pericolo. In questa fase i socialisti devono allearsi con i moderati e formare coalizioni repubblicane per dare una risposta tranquilla, di governo, rassicurante alla minaccia disgragatrice e al populismo. E’ l’unico modo per i socialisti di continuare ad esistere, di svolgere una loro funzione e di essere coerenti con essa e con la loro tradizione. Forza di governo. Nella coalizione repubblicana, piuttosto, i socialisti dovrebbero rappresentare il binomio governo-innovazione. Non basta governare con competenza ed equilibrio. Bisogna, da forza di governo, promuovere le riforme. Essere riformisti. Riformisti di governo. Che e’ l’opposto del ribellismo populista. Che e’ anche, profondamente, conservatore. I populisti rappresentano tutte e solo ideee conservatrici: vogliono restaurare lo Stato nazionale; restaurare il vecchio e fallimentare welfare, sono contrari alla modernizzazione in ogni settore dell’economia. Sono estremisti conservatori. Non e’ questo il posto dei socialisti. Se vogliono continuare ad esistere. In Italia c’e’ ( ancora) l’unico partito socialista ( nei sette paesi originari dell’Europa ) che e’ di maggioranza, al governo e con un programma riformista. Se perde il Pd in Italia vince uno strano miscuglio e accrocchio di populismo e reazione. Una parte del Pd intende suicidarsi per fare spazio a questo accrocchio. Comico se non fosse tragico! 

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