Si agita Franceschini: Renzi e’ in difficolta’.

Il Cefeide. Si chiamano stelle Cefeidi o candele standard. Sono dei tipi di vecchie stelle che hanno una particolarita’: quando oscillano rivelano un preciso rapporto tra la luminosita’ che esibiscono e la distanza da noi. Essendocene diverse in ogni galassia servono agli astronomi a misurare la distanza esatta delle varie galassie. Fantastico. Ora, nel Pd, ha cominciato ad oscillare Franceschini, la candela standard per eccellenza della sinistra. Con l’agitazione di Franceschini-cefeide si ha la prova matematica che il carro di Renzi scricchiola. Di solito quando Franceschini oscilla produce tira vento cattivo: chiedere, per conferma, a tutti gli ex segretari del Pd e chiedere a Letta. Nella caduta di tutti costoro c’e’ la mano armata del Cefeide. Il ministro dei beni culturali, l’opacita’ elevata ad arte, ha due sole capacita’ La prima: e’ l’ultimo democristiano che continua la vita politica come se la Dc esistesse ancora. Pensateci: lui, un’assoluta mediocrita’, passa da capocorrente a segretario di partito a ministro, a capocorrente, e domani di nuovo, forse, a segretario di partito. Mai con un’aperta lotta politica. Sempre con manovre, manovrette, caminetti, conciliaboli, cene tra amici. Come se la Dc non fosse mai morta. Li’ un povero segretario o presidente del Consiglio si trovava, dalla sera alla mattina, spodestato ecsenza sapere il perche’. C’era solo un capocorrente alla Franceschini che, nella notte, aveva segato le gambe al poveretto di turno. Franceschini e’ il Biedermeier di un’eterna Prima Repubblica: l’uomo medio, senza qualita’, che riesce a trarre profitto dalla sola capacita’ di adattarsi in tempo ai mutamenti del vento politico. L’altra capacita’ ( democristiana ) di Franceschini e’ quella di avere “amici”, tanti. Gli amici nella Dc non erano quello che sono in tutti i partiti: compagni di corrente, cioe’ gente che condivide una sensibilita’ politica e culturale. No. Gli “amici” nella Dc erano persone che stavano insieme per la pura ragione del numero: niente in comune se non un’investimento di carriera e di peso politico individuale affidato alle fortune del capocorrente. Il capocorrente della Dc era un’agente di Borsa: lo pagavi, investivi solo perche’ ti affidavi alla sua capacita’ di manovra per arrivare da qualche parte. Ora pare che gli “amici” di Franceschini siano veramente tanti. I giornali fanno i nomi di gente impensabile: dalla Serracchiani ai capigruppo parlamentari del Pd, a numerosi renziani della primissima ora,  ad addirittura mezzo gruppo parlamentare della Camera. Insomma e’ bastato che il Cefeide oscillasse che si scopre che, in fondo, se togliete Lotti e Boschi, Renzi e’ solo. Prepariamoci: il declino del renzismo, che Franceschini fiuta, non avra’ nessuna epifania di cose nuove. Sara’ il sapore di una vecchia mostarda: manovre di palazzo, vecchi ciarlatani- eterni e sempre uguali- che ritornano, giovani che sgomitano, un corteo di Bruto acquattato nei corridoi del Palazzo. Sono gli stessi Bruto che accoltellarono Bersani, che poi accoltellarono Letta e che si preparano ad accoltellare Renzi. Ma il vero Bruto, professionista del salto della quaglia, e’ lui: Dario Franceschini, anonimo eterno ministro della Repubblica, una nullita’, ma con tanti “amici”.

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