Al voto! 

Non si puo’ bocciare questa riforma. Il danno che ci sarebbe sarebbe incalcolabile. Dice bene Napolitano: ” a venti anni dal fallimento della Bicamerale e a dieci dal fallimento della riforma del centrodestra” sarebbe il definitivo seppellimento delle riforme istituzionali. Che pero’ sarebbero essenziali per il paese. Parliamoci chiaro: il merito della riforma e del referendum istituzionale e’ scomparso dalla scena. C’e’ una drammatizzazione che supera il merito delle effettive divisioni tra si e no. Tutti vorrebbero la riduzione del numero dei parlamentari. Tutti vorrebbero la riforma del Senato e la fine del bicameralismo. Tutti vorrebbero una legge elettorale maggioritaria. Tutti vorrebbero un piu’ preciso ed efficace rapporto tra le decisioni che spettano allo Stato e quelle che spettano alle Regioni. Queste cose sono l’essenziale di cio’ che voteremo nel referendum. Tutti vogliono queste cose. Eppure ci si divide e ci si scontra in modo ideologico per dettagli che non rappresentano questioni di vita o di morte. E su cui si potrebbe, in teoria, sempre ritornare in futuro. Perche’? Perche’ il referendum non c’entra piu’ nulla: il problema e’ politico. Si vuole cacciare Renzi. Ma, allora, perche’ non essere responsabili? Se c’e’ un problema politic, se la maggioranza del Parlamento ritiene che si debba cacciare Renzi si ponga il tema alla luce del sole. Come? Separando la riforma costituzionale dal tema politico e mettendola in salvaguardia. In attesa. E si risolva il tema politico. Ormai abbiamo una legge elettorale per la Camera in vigore ( l’Italicum) e una legge elettorale per il Senato ( dove servono solo aggiusti ): si voti! E i partiti, nei loro programmi elettorali, si esprimano sulle riforme. Il Pd sottone agli elettori il testo di questa riforma. E si vedra’. Si dice : ma cosi’ vinceranno al ballottaggio i cinque stelle! Andiamo cauti con i sondaggi. E poi: se il pericolo c’e’ vuol dire che gli italiani che non vogliono avventure e incompetenza al governo; che vogliono restare in Europa; che non vogliono vedere le banche fallite e i loro risparmi in fumo; che non vogliono lo spread e la fuga dei capitali; che non vogliono fare la fine della Grecia di Tsiprassi passeranno la mano sulla coscienza e, alle elezioni, voteranno Pd. 

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