Facciamoci da parte

Il maggior atto fondativo della Repubblica e’ stata la formulazione della nostra Costituzione? La classe dirigente migliore e’ stata quella che ha scritto la Costituzione e, anagraficamente, guidato il paese fino all 1950? Siamo onesti: No. A costo di essere blasfemi non e’ cosi’. E il fatto che da noi ancora si litiga sull’Anpi o ci si scandalizza di una modifica costituzionale e’ deprimente e scoraggiante. La vera nascita dell’Italia moderna e il periodo piu’ importante, rivoluzionario e riformatore della storia italiana e’ quello tra il 1955 e il 1980: quello del miracolo economico prima e del consolidamento poi dell’Italia come paese industriale moderno. E’ dopo il 1980 che cominciano i guai. Fino ad allora l’Italia ha avuto una grande classe dirigente. A loro modo la Dc, il Psi, il Pci e la cultura laica e azionista furono tutti autori di un “miracolo”, di una grande costruzione: l’Italia passo’ da paese agricolo a settima potenza industriale del mondo, in solo un quarto di secolo. Diventando ricca, piu’ unita socialmente, competitiva e forte sui mercati internazionali. I barocchismi, le lentezze, le arretratezze della nostra Costituzione furono per 30 anni abilmente aggirate e neutralizzate da un’ottima classe dirigente di governo che, pur con limiti e contraddizioni, non si lascio’ sopraffarre dall’humus agricolo e premoderno della Costituzione. La vera prima repubblica e’ quella del trentennio 50/80. Sullo sfondo degli ultimi 120 anni della nostra storia, quel trentennio e’ il piu’ positivo e fruttuoso. Poi e’ cominciato il declino, il decennio 80/90 fino al collasso del 1992. Terrorismo, debito pubblico, instabilita’ politica, collasso dei grandi partiti del dopoguerra generano il crollo della prima repubblica e il suo imbastardimento. Non ci siamo piu’ ripresi. Per i 25 anni successivi al crollo del 1992 non abbiamo piu’ avuto una classe dirigente paragonabile a quella del periodo 1955/1980. E sono emersi tutti i limiti fondativi di un assetto costituzionale ed istituzionale, nei fatti, pre-moderno. E’ ora di uscire da questa gabbia. Che e’ una trappola. I partiti dovrebbero preoccuparsi di costruire una classe dirigente, di governo e di opposizione, invece di farsi nominalmente la guerra e giocare a scavalcarsi con l’antipolitica. E capire che e’ ora di scrivere una Costituzione piu’ moderna. Quella attuale e’ incapace di tirarci fuori dal declino, e’ un freno alla crescita e ci tiene bloccati da oltre 30 anni. Sarebbe ora di uomini nuovi al governo e all’opposizione. La generazione del “miracolo”, quella di uomini come Ciampi, si va esaurendo. E’ presto tocchera’ a quella che ha costruito l’Italia potenza industriale degli anni 70 e 80. Non illudiamoci noi parrucconi della seconda repubblica, i leader politici di destra, di centro e di sinistra che hanno battuto la scena dal 1992 a ieri. Abbiamo fallito. Con noi l’Italia e’ arretrata, ha perso posizioni e leadership. Con noi c’e’ stato declino e 25 anni di incapacita’ di fare riforme. E’ora di una nuova leva, a destra, al centro e a sinistra, che possa proporsi anagraficamente di lavorare per i prossimi 20 anni. Non per i prossimi mesi. La sinistra con Renzi ha iniziato a farlo. Sarebbe il caso che la destra e i 5 Stelle facessero lo stesso: o nasce una nuova Italia che, insieme, scrive regole nuove e una nuova Costituzione per il futuro o siamo destinati a diventare il paese piu’ vecchio e strambo dell’Occidente e dell’Europa. E solo ricordo di una grande potenza. 

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