E basta…

Che dobbiamo capire? Com’e’ finito lo scontro nel Pd? Diciamo a Napoli: ” parapatta e pace”, pareggio. Il segretario incassa il “non voto” alla sua relazione. Nei riti della politica politichese e’ una formula democristana che si usa per rinviare lo scontro e fare una timida apertura (ma anche, spesso, per coprire le divisioni nella minoranza). La minoranza incassa che l’apertura di Renzi ( modifico l’Italicum ) e’ diventata una proposta organizzativa per farlo. E la modifica possibile si e’ allargata, a detta di Renzi, a ogni aspetto dell’Italicum ( ballottaggio, premio, coalizione, sistema di elezione). Pareggio allora? Se il bene massimo e’ l’unita’ del Pd e’ un pareggio. Se il bene massimo e’ la mobilitazione e il convincimento per il Si, per vincere il referendum, mi dispiace dirlo, non e’ un pareggio. Ma un punto a sfavore di Renzi. Abbiamo capito che ora il Pd fara’ una bella commissione sull’Italicum, comincera’ a ridiscutere di tutta la legge elettorale ( dal ballottaggio a come si eleggono i senatori): praticamente si ricomincia da zero e si discute sui massimi sistemi. Si fa, insomma, una nuova legge. Dopo aver discusso nel Pd tocchera’, ovviamente, discutere con gli altri. E li’ si finira’ nel burrone: ognuno avra’ la sua idea di legge ( e pure due o tre). Come nel gioco dell’oca siamo tornati al 2011: non abbiamo una legge elettorale e dovremo farla. Lavoro di tre anni in fumo. E il referendum? E’ mancato l’ultimatum. Passi pure la concessione della commissione e dell’apertura a modificare tutta la legge ( praticamente ad annullarla), qual’e’ lo scambio chiesto da Renzi? Nessuno. Io avrei chiesto: smonto l’Italicum ma voi entrate, ufficialmente, nel Comitato per il Si e vi staccate da D’Alema. Questo non c’e’. Teoricamente il Pd, ora, torna a discutere da zero di legge elettorale ma senza la garanzia, perlomeno, di essere unito sul si alla riforma Boschi. Lo chiamate pareggio? Temo il peggio. La minoranza Pd ha, ormai, deciso per il No. E traccheggia. Loro non riescono a liberarsi dall’ipoteca di D’Alema, di Zagrebelsky e della sinistra del No. La prospettiva e’ un mese ancora di stop and go, di melodrammi, di discussioni astratte sulla legge elettorale. Ma poi votano No. Ora Renzi deve, veramente, decidere lui: le riforme sono piu’ importanti dell’unita’ del Pd. Dico di piu’: se il referendum, come si va profilando, e’ un voto su Renzi e non sul merito della riforma Boschi, allora Renzi ne tragga le conseguenze. Salga al Colle e dica: “sospendiamo tutto. Votiamo in Parlamento solo due cose: la legge di stabilita’ e una modifica tecnica alla legge elettorale per il Senato. Poi si voti”. Se vogliono il voto su Renzi e non sulle riforme glielo dia. E facciamola finita. L’Italia e’ stanca del teatrino. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...