Vince anche se perde: e’ il domani

Renzi, beato lui, ha la spregiudicatezza dell’anagrafe, la disinvoltura di chi ha tempo e alternative davanti, la spigliatezza irriverente, l’azzardo di chi gioca su tempi piu’ lunghi dell’avversario. E’ cosi’ che lui puo’, in cinque minuti, rovesciare la felpata diplomazia, stracciare il vademecum delle convenzioni, del politicamente corretto, di 60 anni di politica estera arruginita, cattocomunista, arabizzante in virtu’ del petrolio e dichiarare:” mai piu’ contro Israele”, ” basta con questa moda di mozioni continue per insultare Israele in Europa e all”Onu”. Lasciando di stucco le impietrite e impettite comari del politicamente corretto, i politici della tradizione italiana cui, scandalizzati e sorpresi, non resta che storcere la bocca dicendo: “non si fa cosi’ “. E lui, invece, prosegue. In un minuto ha cambiato un vestito diplomatico di 60 anni, la puzza al naso verso la piccola grande nazione ebraica, che stava raggiungendo livelli di comicita’ all’Unesco. E chi se ne frega se l’ha detto tardi a Gentiloni. La vera novita’ e’ che glielo ha detto. E nessuno prima di lui, da Andreotti a D’Alema a Berlusconi, aveva avuto questo coraggio. Di denudare il re e accarezzare Israele e la verita’. Poi, in un altro minuto, lui gira la frittata in un altra padella della diplomazia e, appena reduce da una cena divertente con Obama, lo sorprende stracciando le sanzioni europee alla Russia. Infine in un terzo minuto, il giovane boy scout ha fatto spallucce alle imprecazioni dei burocrati di Bruxelles sugli zero virgola di sforamento della nostra manovra economica. Cosi’: con irriverenza. In altre epoche staremmo a piangerci addosso per i rilievi di Bruxelles. Questo se ne frega. Ma gli altri, quelli di Bruxelles, non possono mandarlo a quel paese. Perche’ il ragazzo e’ sveglio e si e’ reso indispensabile: fraternizza con Obama, e’ croce e delizia per la Merkel, e’ per niente triste e in declino come Hollande. Ora io dico: ve lo immaginate che il 4 dicembre questo ragazzo venga mandato a casa da un circolo di ottuagenari ( Berlusconi, Zagrebelsky, Monti, Smuraglia, Onida) rafforzato da settuagenari ( D’Alema, Pomicino) e da una variegata carovana di inossidabili sempreverdi e impensionabili sessantenni della politica-politica di sempre? Io non lo vedo facile ( oltre che non auspicabile). Pensateci un attimo voi della minoranza Pd: questo Renzi non perde. Neanche se per uno spillo lo battete, col No, nelle urne. Non perde. E sapete perche’? Perche’ ha contro tutti, troppo vecchi e sempreterni incipriati. Sarebbe imbarazzante e impresentabile la vittoria del No: troppa muffa, odore di stantio, nichilismo anagrafico. Non bastano Di Maio e Di Battista, ignoranti in tutto e guidati da un “vecchio” comico a dare freschezza al No. Sono certo: Renzi non perderebbe neanche se perdesse. Non lo schioderete. Ancora qualche gesto come quello su Israele o la Russia e, sono certo, non ne potremmo piu’ fare a meno. Alla lunga vince. Ha l’eta’. E ora pure l’autorevolezza. E un po’ piu’ filo da tessere rispetto a D’Alema, Monti, Berlusconi, Zagrebelsky e Grill : 4 secoli in cinque. Da loro a Renzi e’ come passare dal petrolio degli arabi, il mondo di ieri, alla tecnologia di Israele,  il mondo di  oggi ( e di domani). 

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