Fu vero dialogo? 

Dialogo nelle Chiese e tra le Chiese ha uno strano significato. E’ sempre un fatto positivo, intendiamoci. E, dunque, lo e’ anche quello annunciato ieri tra Protestanti e Chiesa cattolica. Dialogo, in senso liberale, e’ contaminazione. Che presuppone due cose: primo, chi dialoga parte da una base comune. Possono dialogare, ad esempio, confessioni che, pur al netto di scismi, guerre e conflitti, hanno origini comuni e condividono valori e contributo dato a particolari civilizzazioni e culture. E’ il caso del rapporto tra cristianita’ ed ebraismo. Ed e’ il caso, nella cristianita’, del rapporto tra cattolicesimo e protestantesimo. Non e’ il caso dell’Islam; secondo chi dialoga e’ disposto a modificare credenze e comportamenti. Non si limita solo alla tolleranza reciproca. Ma cosa significa, invece, “dialogo religioso”? Il piu’ delle volte, purtroppo, dialogo religioso significa solo una sorta di armistizio, di assenza di conflitti aperti. Il dialogo tra le religioni, infatti, non tocca mai i dogmi delle confessioni. Si limita ad ammettere la tolleranza reciproca di riti e condotte delle varie religioni ma non tocca la sostanza dei dogmi. E nemmeno dei riti e dei comportamenti. E’ allora vero dialogo? Ognuno mantiene i propri e ci si limita a predicare la convivenza. A voler essere pignoli, ad esempio nel caso di  Papa Francesco, si riabilita Lutero nel momento in cui, con encicliche e posizioni anticapitalistiche di questo Papa, si sconfessa l’essenza stessa di credenze e principi dell’etica protestante. Non e’ un po’ contraddittorio e superficiale questo tipo di dialogo? Oppure,  il caso dell’Islam, dialogo e’ ipocrisia inutile se non tocca aspetti, spinosi e dirompenti, di valori, concezioni di fondo e visioni del rapporto tra religione e umanita’ nell’Islam. Con esso si chiama dialogo quello che e’ solo un’autocensura delle Chiese monoteiste sui danni della religione islamica. E’ vero dialogo? No. La domanda tocca un tema drammatico: possono le religioni, la cui essenza e’ dogma e tradizione “dialogare” in senso liberale? Cioe’: sono le religioni, di per se’, disposte al dialogo liberale? Possono, insomma, contaminarsi tra loro? Al fondo, no. Il sincretismo religioso e’ la cosa piu’ difficile di tutte. Impossibile, direi. Forse possono, in parte, dialogare le fedi monoteiste che condividono una base comune ( cattolici, giudaici e protestanti ). Ma con gli altri e’ vero dialogo? 

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