Anche se vincesse Trump: viva l’America

Se pure vincesse Donald Trump…c’e’ una differenza sostanziale tra Europa ed Usa: la democrazia americana e’ molto piu’ forte, bilanciata e assorbente. Sarebbe, certamente, un paradosso che la prima vera vittoria dei populisti in Occidente fosse in America. Nonostante tutto, pero’, dovrebbe fare meno spavento. Gli Usa sono un sistema presidenziale, pieno e potente, ma hanno un bilanciamento tale dei poteri che li rende la piu’ solida democrazia dell’Occidente. Si tratta di un grande sistema continentale fondato su quattro poteri distinti: il Presidente, il Congresso, la Corte di Giustizia e gli Stati federali. Quattro poteri che, a loro volta, sono bilanciati da istituzioni, forti e sicure, che presiedono il potere militare ( il piu’ forte della Terra), quello economico-finanziario ( La Federal Reserve System) , e quello internazionale e dell’influenza Usa nel mondo. Non e’ proprio vero che il Presidente Usa, nonostante i poteri esecutivi della Casa Bianca, puo’ coartare o annullare il potere distribuito delle istituzioni americane. La democrazia Usa, presidenziale e decisionista e, al tempo stesso e proprio perche’ presidenzialista, assolutamente equilibrata nel bilanciare, controllare e , nel caso limitare, il potere del Presidente. Ed, eventualmente, i suoi eccessi o errori. E non esageriamo con la paura dell’isolazionismo Usa. Gli Usa hanno un compito di presenza internazionale obbligato. E perfino indipendente dalla volonta’ di un Presidente. Al di la’ delle battute elettorali, la funzione internazionale degli Usa e’ vitale e inevitabile. Andiamoci piano con la paura dell’isolazionismo. Gli Usa sono una democrazia affidabile, sicura e solida. Al contrario dell’ Europa: molto meno bilanciata nei poteri e piu’ demagogicamente sospesa tra debordante peso dei partiti politici e debole peso delle istituzioni statali e dell’equilibrio  dei poteri. Quelle europee sono democrazie piu’ deboli. La democrazia Usa non potrebbe mai debordare per la politica di un Presidente. E il presidente piu’ velleitario e ambizioso sarebbe, rapidamente, costretto a rientrare e rispettare i limiti del potere politico distribuito della democrazia americana. In Europa se il populismo vince e’ lo sfascio. Negli Usa se il populismo vince , il sistema lo riassorbe, lo modera e lo costringe a rispettare il sistema democratico. Che e’ piu’ forte di ogni deriva estremista.  Insomma: tifiamo pure ancora per Hillary ma se vince Trump non abbandoniamoci a nenie e disperazione. E, soprattutto non scadiamo nel ridicolo: di pensare alle nostre istituzioni come piu’ forti degli Usa. E’ il contrario: gli Usa sono talmente solidi e democratici che assorbiranno e integreranno anche le bizzarrie di un populista. Meglio se non vince ma se vince non c’e’ da strapparsi i capelli. L’ America restera’ l’America: il sistema democratico piu’ forte, solido, sicuro e affidabile del mondo.  Semmai: questa inossidabilita’ degli Usa resta una lezione per chi, da noi, continua scioccamente a teorizzare il potere politico debole. Ridisegnamo  le istituzioni in senso piu’ ” americano” se vogliamo davvero combattere il populismo, caro dottor Zagrebelsky. 

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