Perdenti patetici

Se un operaio vota per Trump e un operatore di borsa milionario vota per Hillary ( o Sanders, non illudetevi ) noi, europei di sinistra, guardiamo la cosa come anomalia, stranezza, difformita’. E lo leggiamo come errore della sinistra che perde i suoi elettori “naturali”, la sua “gggente”. E la spiegazione piu’ semplice, per quelli di sinistra, e’ questa: ” perdiamo perche’ non siamo stati abbastanza di sinistra, perche’ la sinistra si e’ spostata verso destra, ha avuto una mutazione “antropologica”, e’ diventata di destra. E la gente tra una destra finta e una destra vera sceglie quella vera”. Pippe mentali, spiegazioni (consolatorie) da bar Sport e anche segno di un rattrappimento cerebrale, secolare e mondiale, della sinistra. Che diventa piu’ presuntuosa, saccente e autoconsolatoria quanto piu’ perde e diventa irrilevante. L’ultima persona di sinistra che avuto il coraggio, la statura intellettuale, la competenza e la cultura per porre argine alla devastazione epocale della sinistra e alle sue sconfitte e’ stato Tony Blair. E il blairismo e’ stata l’ultima ( e unica) grande elaborazione da sinistra che, facendo i conti con la realta’ e la modernita’, riusci’ a vincere in un grande paese occidentale e segnare un’epoca di modernizzazione della sinistra. Oggi il blairismo e’ trattato con saccenteria presuntuosa da leader di sinistra che collezionano solo sconfitte. Dappertutto. E che spiegano le sconfitte sempre con la solita nenia, un po’ ebete: ” perdiamo perche’ non siamo abbastanza di sinistra”. Nenia per polli. E per persone stanche di pensare, di osare un cambiamento, di tentare una novita’ di pensiero, una “revisione”, si diceva nel nostro vecchio linguaggio socialista. Irridono a Blair (che vinceva) per esorcizzare qualcuno (Renzi) che, magari, gli possa, chissa’ mai, somigliare un po’ e diventare, chissa’ mai, vincente, per ambizione, novita’ e aspirazione competitiva. Piu’ perdono, piu’ si rintanano in vecchie spiegazioni perdenti e piu’ ostacolano i pochi , nel loro mondo, che da coraggiosi revisionisti, tentano la risalita. Se poi ci arrivano pure vicini alla risalita, e’ il caso di Renzi in Italia, tentano di affossarlo col Soccorso Rosso di tutti, destra e sinistra. Autolesionisti e suicidi. Questi affossatori non sono in grado di indicare un solo modello, elettoralmente competitivo, di sinistra nel mondo. Eppure sroloquiano di sinistra. Perdono perche’ pretendono di ficcare il mondo in un vecchio racconto sinistra/destra, ideologico e sociale, che non esiste piu’. Che e’ armamentario, ormai, solo di elites e di aristocrazie politiche ( giornali, professori, guru, intellettuali) ma che e’ irrilevante per il “popolo”. Non c’e’ piu’ un solo tema delle nostre societa’ globali che si possa coniugare in termini di sinistra ( o destra). Nemmeno quello di ricchi e poveri ( il rifugio in cui si pretende di conficcare, da parte dei poveri di spirito di sinistra, la garanzia dei loro cosiddetti valori). La poverta’ ( che, tralatro, non ha mai votato a sinistra nella storia occidentale) e’ diventata, nelle nostre societa’, una cosa complessa e diversa dal passato. E irriducibile a risposte, puramente, di sinistra. Ma i leaders di sinistra non lo capiscono. Sono fermi, ghiacciati, immobili, presuntuosamente abbarbicati ad un nome, la sinistra, che frana e si dilapida. Ma per loro la colpa e’ sempre degli altri. Che non sarebbero abbastanza di…sinistra. Perdenti patetici, imparate dal blairismo! 

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