Come si batte il populismo? Col Si 

Non sono trumpista. Sono un moderato. Non equivochiamo. Probabilmente avrei votato per Hillary. E, alle primarie,  per gli ottimi giovani repubblicani che sono stati esclusi. Sarei stato veramente lontano solo da Trump come da Bill Sanders, una versione di sinistro meno odiosa dell’antisemita inglese Corbyn ma altrettanto retorica, fuffista, radical chic e spendacciona. Insomma sinistra fossile e perdente. Anche negli Usa avrei scelto, come penso in Italia,  un/a moderato/a di centrosinista o di centrodestra a un candidato di sinistra ( Sanders) o di destra( Trump). Detto questo ritengo interessante l’elezione di Trumper un motivo: ci serve come lezione. Non dei contenuti per vincere elezioni: su quello continuo a non essere convinto dal trumpismo. Invece: piu’ che da Trump sono affascinato e stregato dalla verita’ che la sua vittoria rivela: l’efficacia, la superiorita’ e la garanzia che da’ il sistema istituzionale americano ( rispetto a quello italiano o europeo). Li’ un estremista al potere non diventa Hitler ma diventa, d’incanto, un moderato. E’ l’opposto di cio’ che teorizza a vuoto il prof. Zagrebelsky. Gli autoritarismi, nella storia, sono nati da governi deboli, dal collasso di istituzioni democratiche fragili, deboli, esauste, da parlamenti larve politiche, da governi come quello di Facta, da istituzioni come quelle di Weimar. Quando mai c’e’ la deriva autoritaria se un governo o un Parlamento sono forti? Una sciocchezza sesquipedale, antistorica e fuffista che da noi diffonde il mistico Zagrebelsky coadiuvato dagli evanescenti tromboni dellacsinistra del No. Usa docet: un sistema forte- e per forte si intende maggioritario, bilanciato da un Parlamento monocamerale ( Congresso che conta piu’ del Senato)- assorbe qualunque sfida. Anche quella di un rozzo populista che ( ricordate Reagan) non solo diventa un moderato ( in una notte) ma puo’ trasformarsi in un ottimo Presidente. That’s America, folks: il sistema democratico ( forte) li’ vince sull’uomo. Sia pure uno che da febbraio sara’ il piu’ potente della Terra. Riveda le sue teorie, professor Zagrebelsky: sono i sistemi deboli, le democrazie di schiuma ( quella che lei augura all’Italia col suo No) che aiutano le “derive autoritarie”. Impariamo la lezione Usa: attrezziamoci veramente a contenere le spinte populiste. Che ci sono e ci saranno. E che si fronteggiano in due modi: primo, cambiando i partiti politici. Non serve piu’ una dialettica,  arcaica e fumosa, destra/sinistra. Tantomeno serve una vecchia sinistra di caste, radical-chic e ideologica. Meglio un centrosinistra ( o centrodestra) innovativi, inclusivi, moderati ma popolari. Si, partiti della Nazione senza piu’ vecchi e arcaici perimetri autolimitanti; secondo ( la cosa essenziale), rafforzando  il sistema democratico: maggioritario e bicameralismo imperfetto sono l’antidoto al populismo, sono la democrazia che taglia le unghie alla bestia. Invece che abbracciarla o blandirla. 

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