Su welfare ed energia sto con Trump

Qualcosa del trumpismo che a me va bene c’e’. L’ho detto: non sono trumpista. Ma ridurre il fenomeno ad emozioni (la rivolta dei “deplorables”, degli spaesati della mondializzazione; il vaffa alle elites, l’onnivalente populismo) non rende giustizia di proposte programmatiche ed idee significative (dolorose per i liberals) su cui Trump ha vinto il consenso popolare. E su cui, passato il cataclisma emotivo, farebbe bene a riflettere anche il luogocomunismo europeo: quella zona grigia di pensiero unico, comune a destra e sinistra, che e’ vulgata, mantra e catechismo in Europa. Ne indico due: il tema del welfare universalistico e quello dell’ambiente (energie rinnovabili) . Sono due temi hard per noi europei. Che, non caso, si preferisce rimuovere nei commenti sul “cataclisma” Usa e sulla vittoria popolare dello “strano” repubblicano Trump. Anche perche’, purtroppo per i liberals e la sinistra”, quei due temi sono l’opposto del populismo (con cui e’comodo liquidare Trump). Sono semmai, invece, idea di “destra”, per certa nostra sinistra, che il popolo ha trovato pero’ convincenti: popolari e non populisti. Drammatico (per loro, i liberals)! Perche’ portano ad una constatazione inquietante: le battute “politically uncorrect” o le sparate sessiste di Trump, il suo radicalismo saranno riassorbite e spuntate dalla solidita’ del sistema Usa che lo moderera’. Le idee programmatiche di Trump restano. E, con alcune di esse, sara’ bene fare i conti. La prima e’ il welfare universalistico. Prendiamo l’Obamacare: il lascito piu’ significativo, la reclamata (da Obama) eredita’ vera dei suoi otto anni. Si tratta della riforma piu’ “popolare” del presidente democratico: apparentemente indiscutibile, protettiva socialmente e correttiva di odiose disparita’ del welfare Usa ( la riforma consente a 17 milioni di americani privi di protezione assicurativa sanitaria di farsene una). Eppure c’e’ un paradosso: e’ stata criticata dai repubblicani e da Trump. E il popolo ha appoggiato tale opposizione. L’Obamacare si e’ rivelata, nella sua pratica applicazione, impopolare e respinta, strano a dirsi, dai suoi stessi beneficiari: gli esclusi. La riforma piu’ popolare si e’ rivelata “impopolare”, in senso letterale. E’ una cosa che suona incomprensibile in Europa. Eppure e’ cosi’: il repubblicano Trump ha attaccato l’Obamacare e ha avuto il voto dei suoi beneficiari. Pazzesco? No: una lezione. La riforma sanitaria di Obama e’ stata il tipico esempio di riforma “italiana” anni 70: una riforma in cui la parte “programmatica” (la promessa di estensione della copertura assicurativa ) eccedeva la concreta fattibilita’,  aumentava la spesa pubblica, copriva e nascondeva difetti di impianto organizzativo, verita’ non dette, contraddizioni e trappole per i beneficiari che avrebbero vanificato gran parte delle sue promesse. La riforma “piu’ bella” annaspa oggi, tristemente, tra Corte federale e tribunali. Perche’ malfatta: ammirevole negli annunci ma sconclusionata e disastrosa nell’applicazione, una riforma demagogica. E di cui si percepisce, con certezza, una sola conseguenza: l’aumento indiscriminato della tassazione locale. Pochi europei sanno che il deficit sanitario pubblico e’ in America, immaginata liberista in sanita’, superiore a quello italiano. E l’Obama care non l’avrebbe diminuito. E deficit significa tasse. I repubblicani hanno contrastato l’Obamacare. Non per egoismo da ricchi. Ma per correggerne le demagogie, le bugie e i riflessi sulla tassazione. E il popolo li ha sostenuti. La lezione per noi? Smetterla con l’idea che l’aumento delle tasse e’ una fobia da ricchi. L’assistenzialismo universalistico, la demagogia dei diritti se sono coperte da tasse, deficit, ticket, spesa locale e’ “populista” ma impopolare, ormai. Ci riflettano, ad esempio, i cultori sinistro-grillini del “reddito di cittadinanza”. O quelli che confondono il rigore nei conti pubblici con l’austerita’. La seconda idea di Trump, non populista ma premiata dal popolo, riguarda la vulgata sul global warming. Trump e’ quello che in Europa (e nella burocrazia dell’Onu) viene spregiativamente insultato come negazionista del clima “: il termine fazioso con cui vengono descritti, dal dogmatismo fondamentalista ambientalista, coloro ( io sono tra quelli) che respingono l’imputazione all’uomo, alle sue opere, ai suoi consumi energetici e alla CO2 delle cause del riscaldamento globale. Che: primo, e’controverso nella sua effettivita; secondo, puo’ essere dovuto a cause naturali; terzo, non ha gli effetti catastrofici che minacciano gli apocalittici; quarto, produce costi per l’economia immensamente superiori ai benefici. Gli incentivi alle energie rinnovabili e la penalizzazione delle energie convenzionali ( gas, carbone, petrolio e nucleare) non hanno ridotto le emissioni, non hanno ridotto il costo dell’energia, hanno distrutto occupazione, hanno creato deindustrializzazione, hanno causato squilibri e diseconomie nella distribuzione dell’energia. In Europa e in Italia queste cose non si possono dire. Tutti, destra e sinistra, sono intimorite e mentalmente coartate dalla dittatura del pensiero unico ambientalista. Trump ha squarciato il velo. E il bello e’: il popolo gli ha dato ragione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...