Stavolta: SI a Landini. 

Stavolta lodo Landini. Nessuno ne parla. E la sinistra silente e’ la prova del suo imbarazzo. Landini li ha sorpresi. A tanto e’ arrivata la degenerazione massimalista della sedicente sinistra: mettono la mordacchia al migliore atto di Landini, il piu'”rivoluzionario” della sua vita. Intendo la firma della Fiom al contratto nazionale dei metalmeccanici. Un atto epocale! Non solo e non tanto per la firma: era diventato stucchevole e maniacale il NO della Cgil e della sua pricipale categoria ad ogni grande accordo e contratto. Con la sinistra politica che, tradendo tutta la sua storia in campo di politica sindacale, si era messa a ruota del massimalismo e del nichilismo di Cgil e Fiom. La svolta di Landini non riguarda solo, finalmente, la firma di un contratto. Ma il contenuto del contratto dei metalmeccanici. Che fa giustizia di almeno venti anni e piu’ ( dalla fine della Cgil di Lama e Trentin) di arretramento culturale della Cgil: la difesa arcaica e mummificata del vecchio contratto nazionale di lavoro e l’ avversione alla contrattazione aziendale. La firma Fiom al contratto dei metalmeccanici segna la svolta: la categoria della Cgil aderisce a questo rovessciamento di primato tra contratto nazionale e contratto aziendale. E’ stato un fattore di identita’ della Cisl per decenni. Gliene va dato atto. E onore. Il vecchio contratto nazionale e’ stata la concausa, nella lunga crisi economica e nella decrescita italiana dagli anni 90, di una spaventosa perdita di poteredi acquisto dei salari. E di potere dei lavoratori, nei luoghi di lavoro. La contrattazione aziendale e’ il modo, attraverso la contrattazione della produttivita’ aziendale, di tornare a distribuire ai lavoratori quote degli utili di impresa incrementando i salari. E’ il passaggio dalla rivendicazione conflittuale alla partecipazione: lavoratori e management aziendale tornano a confrontarsi. Ma il centro del confronto e’ il bene dell’impresa, i suoi utili, la crescita della sua produttivita’. Perche’ solo crescendo l’impresa puo’ distribuire parte della crescita in salario. Ecco perche’ il contratto dei metalmeccanici, con la firma di Landini, e’ una svolta. Io dico che questo contratto e’ il pezzo complementare del Job Act e della cancellazione dell’articolo 18. Per i ciechi massimalisti della veterosinistra politica e’ cosi’. Ma nella forma di un incubo: va in frantumi un altro pezzo della loro subcultura antimoderna e conservatrice. Per persone di centrosinistra, invece, e’ la continuazione di una straordinaria innovazione riformista e moderna che, vogliate o no, e’ il segno distintivo di questo governo. 

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