Cincinnato e il 40% 

“….Lucio Quinzio Cincinnato, proconsole, si dimise dopo che il Senato, per i magheggi dei tribuni della plebe abrogo’ una legge, da lui sostenuta, per la guerra agli Equi e ai Volsci, nemici di Roma. E si ritiro’ nelle sue campagne. Ma, in seguito, Roma ebbe ancora bisogno di lui. E lo richiamo’. Cicinnato, com’e’ noto, vinse la guerra…” 
Elettoralmente la sconfitta e’ oltre ogni ragionevole previsione. Renzi non puo’ andare avanti. Politicamente Grillo e’ il vincitore. Gli altri, Berlusconi, D’Alema e Monti sono solo comprimari. Non sarebbe giusto che diventassero attori. Ora comincera’ il rito della politica politichese e del Palazzo. E molti scenderanno dal carro per fare i responsabili, gli scilipotisti, i salvatori della patria in servizio permanente., le nottole di Minerva, diceva Hegel, che volano quando si fa il crepuscolo. Ora la parola piu’ abusata, nel Palazzo, diventera’ “responsabilita”, pronunciata in modo pomposo e retorico. Ma la parola piu’ reale e concreta diventera’ “immobilismo”. Anzitutto delle riforme e di ogni proposito di cambiamento istituzionale. Poi della politica: il No, come si e’ sempre detto, non ha consistenza politica, non puo’ fare governi. L’Italia precipita nel tunnel. Prospetteranno a Renzi due strade: continuare, in nome della responsabilita’. Mi immagino i viscidi politici con i baffi che faranno i magnanimi in nome della responsabilita’: ” saro’ io a salvare Renzi come volevo salvare Craxi”, ricordate? L’altra strada e’ il governo di un renziano che non sia Renzi. Su questa strada ci saranno tutti. La chiameranno stabilita’. Ovviamente la tesi prevalente sara’: votare la legge di stabilita’, rifare la legge elettorale ( l’Italicum sara’ bocciato dalla Corte) e poi votare. La strada di sempre dei furbi politicanti presentata come “responsabilita’”. Sara’ tutto obbligato. Mattarella fara’ finta di scegliere. Nel Pd, infine, comincera’ il mantra: “ricompattiamoci”. Era il vero obiettivo di Speranza e soci: “noi non abbiamo i voti e la forza per battere Renzi. Approfittiamo della vittoria del No e dei 5 Stelle per cacciare Renzi e tornare ai vertici del Partito”. Loro hanno scambiato il possesso del Partito con il governo del Paese: politicamente un crimine. Non gli farei questo regalo. Renzi giochi d’anticipo e lasci tutto: governo e Partito. Ma non lasci la politica. Infine, tutti dicono: “sconfitta l’idea del partito della Nazione”. Io penso di no. E’ un problema europeo. Dovunque lo scontro politico in Europa sta diventando tra voto populista e voto repubblicano. Non piu’ tra destra e sinistra. Sara’ cosi’ anche in Italia: il confronto sara’ tra Grillo e antiGrillo. E a Grillo occorre opporre una diga repubblicana: una forza tranquilla, competente ed europeista. Io lo chiamerei partito della Nazione. E comunque credo che il Pd debba essere questo. Non l’ammuffita Rifondazione di sinistra che vagheggiano Speranza e soci. Renzi, percio’, si distacchi sul serio. Ma punti al ritorno. Ha un 40% di voti riformisti che non meritano di essere abbandonati. Il suo e’ un progetto ancora necessario all’Italia. Cincinnato nella storia italiana non e’ solo un uomo concreto, una pagina di storia romana e della nostra antichita’. E’ un saggio di strategia, di comportamento razionale, una figura di scienza e sociologia politica. Un altro amico doveva farlo nel 2013. Non capi’. Ho l’impressione che Renzi lo capisca, invece. 

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