Votare subito e sfidando Grillo

La regola democratica e’: se c’ c’e’ crisi di governo o non esiste una maggioranza alternativa in Parlamento, si vota. In Italia no! La regola e’ rovesciata e stravolta: non si vota e non si fa una maggioranza alternativa ma ( l’ennesimo ) governo di emergenza. Si dice: non abbiamo una legge elettorale adeguata. Non e’ un motivo per stravolgere la regola. Prendete la Spagna. Ha una legge elettorale inadeguata ma, ad ogni crisi di governo senza maggioranze alternative, vota. I cittadini spagnoli non solo non si stancano per questo ma, nelle urne, riflettono e correggono anche le loro propensioni per consentire, dopo il voto, un governo politico ( non di tecnici o di emergenza). Riflettono. Cioe’ correggono essi, col voto, i difetti della legge elettorale. Non aspettano la Corte Costituzionale. La Spagna rispetta le regole, vota ( anche spesso) ma elegge governi reali ( non tecnici o istituzionali) e cresce economicamente. Noi non rispettiamo le regole, siamo sempre in emergenza e decresciamo. In Spagna si diceva : ” con l’attuale legge elettorale puo’ vincere Podemos ( il Grillo spagnolo)” . Esattamente quello che dicono oggi da noi: ” con l’Italicum puo’ vincere Grillo”. In Spagna non si sono bloccati. Hanno votato e i cittadini, nelle urne, hanno evitato Podemos e fatto vincere i moderati. E battuto i populisti. Ha prevalso Rajoy, un leader di un partito equilibrato, nazionale e non “rivoluzionario”. Io conto che in Francia succedera’ lo stesso: una maggioranza “repubblicana” battera’ la Pen. Noi no! Facciamo le moine a Grillo invece che sfidarlo nelle urne. Lo diamo gia’ per vincitore. Ma pretendiamo di fermarlo con marchingegni. Pretendimo di fare una legge elettorale in cui Grillo, un terzo dell’elettorato e del Parlamento, non possa vincere per principio. Ma che regola e’? Grillo, infatti, se la ride. Lui sa che questo ridicolo giochetto lo fa crescere soltanto. Sogno un Paese con un Rajoy italiano: uno che sfidi Grillo davanti agli elettori. Che chiami a raccolta i ” voti repubblicani, contro lo sfascismo dei populisti alla Grillo, che chiami a raccolta non i voti di sinistra o di destra o di centro, ma i voti degli italiani.  Di quelli che vogliono  stabilita’ e non avventure, che vogliono governanti competenti e non ignoranti, europeisti e non autarchici, responsabili e non irresponsabili, repubblicani equilibrati e non populisti sfascisti. Io credo che in Europa ( lo dimostra il voto di ogni paese europeo, tranne qualcuno ex comunista), gli elettori che vogliono riformismo e modernizzazione ma nella stabilita’ (io lo chiamo voto repubblicano), siano, ancora, la maggioranza rispetto ai populisti, ai Podemos, ai Farange, ai Le Pen, ai Grillo ( con la sua appendice sguaiata Salvini). Sogno la maggioranza repubblicana o della Nazione. Sara’ che sono strabico o con la vista attenuata ma, se mi guardo intorno, non vedo molti che possono sfidare Grillo su questo terreno. Non certo quelli che, da un lato lo blandiscono ( magari come costola di sinistra) e dall’altro, credendosi furbi, vorrebbero fermarlo con le leggi elettorali. Lo si ferma con la politica ( e gli ideali ). Oggettivamente? Non manderei Renzi a Rignano. Poi, fate voi…

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