Pur di cacciare Renzi….

In un paese serio cade un governo e si va alle elezioni per eleggerne un altro. In poche settimane. E’ la regola democratica. Da noi si dice: si va alle elezioni ( ma non si sa quando). Ma nel frattempo si elegge un altro governo. E lo si fa eleggendo un governo fotocopia di quello che c’era ma, volutamente, piu’ debole, piu’ fragile e con una maggioranza piu’ ristretta. E con piu’ conflittualita’ politica ( Lega e 5 Stelle minacciano fuoco e fiamme). E’ come uno che, posto al bivio della decisione tra due strade, una asfaltata e l’altra sterrata, sceglie la piu’ impervia, difficile e complicata. Perche’? Boh. Per un caparbio attaccamento a riti bizantini pur se ci fanno del male. E questa e’ la prima conseguenza del No: abbiamo un governo piu’ fragile e piu’ debole. Era quello che serviva? Si dice: serve un governo per fare, rapidamente, una legge elettorale. Barzelletta. Da 20 anni abbiamo bisogno di una legge elettorale. Ma si e’ rivelata una cosa complicatissima da fare, lunga e impossibile. Pensate: gia’ si sa che la legge da fare sara’ la piu’ scombinata possibile: una legge elettorale proporzionale. Sapete che significa? Fare una legge che fotografa i rapporti di forza tra i partiti. Ma non serve ad eleggere un governo o a dare responsabilita’ di governo, attraverso il voto dei cittadini, a qualcuno. Per usare il linguaggio scurrile dell’antipolitica: si elevera’ a legge l’arte dell’inciucio. E questo e’ il secondo risultato, in pochi giorni, del No. Insomma in una settimana dalla sconfitta del Si gia’ due straordinarie conseguenze: un governo fragile e incolore e la decisione di fare una legge che sancira’ l’ingovernabilita’. Si andra’ a votare presto, pero’, ci promettono. Ma a questo punto, spiegatemi. andremo a votare (quando sara’) ma a quale scopo? Per eleggere, grazie al proporzionale, l’ennesimo parlamento senza maggioranze, senza un premier indicato e votato, dove tutti i partiti hanno vinto, dove il governo verra’ fuori solo da estenuanti trattative, cambi di casacca, salti della quaglia, compravendite dei deputati e senatori? E dove fare il nuovo governo, anticipando ( giugno?) il voto politico, impieghera’ lo stesso tempo che farlo alla scadenza naturale del 2018. Paradossi del No. Temevano il “comando di uno solo”. Ora lo daranno a 900 eletti col proporzionale impegnati in una specie di suk arabo per tirar fuori un governo: 900 uomini soli al comando! E i cittadini? Assisteranno. E le urgenze del paese? Aspetteranno. E’ la terza conseguenza del No. Pero’, volete mettere, ci siamo liberati di Renzi! E per una soddisfazione cosi’ possiamo pure sfasciare il paese. Vero Speranza? Vero signori del No? Muoia Sansone ma…con tutti i filistei. 

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