Se l’Italexit lo chiede Shauble? 

In Germania si fa strada un invito all’ Italia: ” uscite dall’Euro, vi conviene”. Lo ha candidamente sostenuto un noto economista tedesco. E molti in Italia, specie tra i vincitori del No, sono pronti a sostenerlo. Ci conviene? Naturalmente No. Con una moneta debole e svalutata ( quella che sostituirebbe l’Euro) non guadagneremmo nulla ( se non effimere, fragili e brevi fiammate di competitivita’ da svalutazione sui mercati internazionali). In compenso vedremmo concentrarsi su di noi la speculazione internazionale e le paure degli investitori. Il debito si impennerebbe. Le banche fallirebbero. Insomma: piomberemmo in un’economia di guerra. Dobbiamo tenerci l’Euro. Ma la disciplina dell’Euro, cosi’ com’e’, ci pone problemi. Sono quelli che il governo Renzi si era proposto di modificare. E su cui era iniziata un confronto con la Commissione Europea. Il Patto di Stabilità è stato irrigidito. Il fiscal compact amplificherebbe danni ad economie asimmetriche. La Commissione e le economie del Nord devono aprirsi di piu’ al problema del recupero di crescita e occupazione delle economie periferiche. Le regole attuali vanno riviste: su questo Renzi aveva avviato una combattiva trattativa. Forse qualcuno in Europa del Nord aveva a fastidio questa trattativa. E forse qualcuno ha goduto alla caduta di Renzi. Ma, certamente, tutti devono oggi in Europa sentirsi terrorizzati all’idea che a Renzi, nella trattativa, si sostituisca un governo piu’ debole, un leader a termine e meno autorevole e il peso politico dei vincitori del No, capeggiati da leader e partiti ostili all’Euro. Soprattutto per un motivo. Il compromesso tra le legittime paure tedesche delle debolezze italiane, palle al piede anche per le economie del Nord ( alto debito, deficit, spesa pubblica improduttiva ecc.) e le aspirazioni italiane a contrattare con Germania e altri nuove condizioni per la nostra economia era consentito da un solo elemento: l’impegno italiano a fare riforme strutturali ( a partire dal Job act). Insomma era l’esistenza di un governo” willing to reform” la condizione per trattare i cambiamenti che Renzi esigeva. Questo supponeva l’esistenza di un governo autorevole. Quello di Renzi lo era. Quello di Gentiloni no. Io immagino che nella nuova situazione, di governo indebolito e di vittoria del fronte antieuro in Italia, Mr Shauble possa essere a tal punto preoccupato da pensare: ” le riforme in Italia non si faranno piu’. Tornera’ il paese indisciplinato e conservatore dei vecchi comportamenti spreconi e distruttivi. I governi torneranno a ridiventare inaffidabili. Un leader autorevole con cui trattare non ci sara’ piu’ ( visto che vogliono restaurare il proporzionale). Sapete che c’e’:  e’ meglio che dell’Italia ci si liberi”. Italexit con l’avallo tedesco. Una iattura per noi. 

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