Ca’ nisciun e’ fess 

La fase Zen di Renzi, mi dispiace, non ha senso alcuno. Ne’ per lui, ne’ per il paese. La correttezza democratica e l’interesse nazionale ( ma anche quelli di Renzi e del PD ) imponevano due sole ipotesi: elezioni subito o nuovo governo. E di legislatura. I governi devono governare. Invece si e’ scelta la soluzione peggiore: un governicchio. Presentato come fotocopia di Renzi. E, fintamente, a termine. Ma, in realta’, durevole. Per Renzi sara’ solo un danno: se il governo e’ fotocopia, lui continuera’ ad esserne il responsabile. Il governo’ potra’ fare solo cose mediocri in un anno che resta alla scadenza naturale della legislatura ( perche’ a quella si va, non illudetevi). Il poco di buono che potrebbe esserci rafforzerebbe solo la posizione del vero regista e padrone del governo: Mattarella, che vuole votare alla scadenza della legislatura e non prima. Renzi doveva saperlo: questo e’ un dogma per qualunque presidente della repubblica. E li’ si sta andando. Il governo “fotocopia” sta martellando il presupposto stesso della possibilita’ di votare a giugno ( come prevede la fase buddista di Renzi). Infatti: per votare a giugno significherebbe che qualcuno avesse gia’ presentato alle Camere un disegno di legge, urgente e a corsia preferenziale, di legge elettorale modificata. Non solo nessuno ci pensa. Si fanno le solite chiacchiere sulla legge ( proporzionale, mattarellum ecc), ma nessun fatto. Si aspetta la Consulta che poi potrebbe dire: spetta al Parlamento. Cioe’ staremmo sempre al punto di oggi: nessuna legge pronta per votare a giugno. Ma la cosa piu’ sorprendente e’ questa: per costringere il Parlamento ad approvare una legge elettorale che consenta di votare a giugno, c’e’ una sola strada: che il governo faccia un decreto su una ipotesi di legge elettorale. Che in due mesi dovrebbe, obbligatoriamente, essere votata. E poi elezioni! Si presumerebbe che questo fosse il proposito di Renzi e del Pd. E invece? Il governo-fotocopia dice, candidamente, ” non prendo nessuna iniziativa sulla legge elettorale. Spetta al Parlamento farlo!”! Ergo: voteremo solo quando sara’ impossibile ( per legge) non farlo. Cioe’ alla fine della legislatura nel 2018 ( si spera). Nel frattempo, dico ai renziani zen, le riforme di Renzi saranno smantellate ( si e’ cominciato con la scuola e si proseguira’ con il lavoro), Il governicchio- fotocopia si barcamenera’ inutilmente nella mediocrita’, il parlamento si sdilinguera’ in un dibattito senza rete ( tempi definiti) sulla legge elettorale. E il PD? Magari sara’ impegnato in un rissoso, deprimente e introverso congresso interno. Peraltro strabico: dove sara’ Renzi a diversi difendere dal parolaismo e dalla demagogia, inutile e fuori tempo, della Cgil e della sinistra interna. Renzi interrompa la fase Zen. Almeno per qualche giorno: ilbtempo di imporre a Gentiloni un’iniziativa urgente sulla legge elettorale. Dicendo al suo “clone”: ” ca’ nisciun e’ fess “

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