Parlate di politica, non di vouchers

Ma che si aspettavano? Il cemento del No ( da Berlusconi a D’Alema ) e’ stato il liet motiv: ” cancellare l’Italicum”. Con il motivo che, essendo una legge maggioritaria, avrebbe portato a derive autoritarie (sic). Tutti poi hanno auspicato che all’Italicum seguisse una legge proporzionale. C’era tanta ipocrisia nella posizione del No. Insieme con l’Italicum si e’, infatti, cancellata la sua ragione di fondo: avere una legge elettorale che consentisse la formazione di una maggioranza di governo con un partito vincente. Questo problema non e’ risolvibile con una legge proporzionale: nessun partito, da solo, puo’ raggiungere il 50% dei voti. A meno di un colossale sbarramento e/o di un altrettanto colossale premio di maggioranza. Ma cosi’ la legge non sarebbe piu’ proporzionale. E saremmo punto e da capo. Per questo, nell’imbarazzo evidente della minoranza Pd, si sta aprendo un logico dibattito sulla prospettiva di una “grande coalizione”, dopo le prossime elezioni tra Pd e Forza Italia. Perche’ logico? Perche’ due piu’ due fa quattro: se voteremo ( quando voteremo) con una legge elettorale proporzionale sara’ inevitabile fare un governo di coalizione. Se i partiti grossi, come si presume, saranno tre ( PD, Cinque Stelle, Forza Italia), due di essi dovranno coalizzarsi. Oggi la coalizione piu’ naturale appare, ovviamente, quella tra Pd e FI. Berlusconi, alla fine, risultera’ che li ha messi nel sacco tutti ( gli alleati del No). Egli e’ l’unico infatti che rivela di aver avuto una strategia: ” liquidare l’Italicum, imporre una legge proporzionale e tornare al governo”. Chapeau! Gli altri annaspano. La minoranza Pd, per ora, tace imbarazzata. Ma presto il nodo verra’ al pettine: hanno picconato la legge maggioritaria, hanno liquidato l’Italicum. Ora devono dirci qual’ la coalizione che potra’, dopo elezioni proporzionali, guidare il paese. Ci hanno portato, i signori del No, ad una prospettiva che era prevedibile: il PD dovra’ ( se risultera’ primo partito) governare con Berlusconi o…con I Cinque Stelle. A me appare del tutto ovvia, naturale ed auspicabile l’alleanza con Forza Italia. Ma a D’Alema e soci? Non ci avevano pensato? Non sapevano che liquidato l’Italicum saremmo arrivati alla necessita’ di coalizioni? La malizia mi dice che ci avevano pensato. E tra loro ( la minoranza Pd ) circola una doppia linea: quella ( i dorotei di sinistra ) che dice: ” senza Renzi noi ci alleamo pure con Berlusconi ” ( del resto lo hanno fatto gia’ con Monti e Letta); quella ( per ora silente e imbarazzata ) del “governo di cambiamento” ( espressione di Bersani nel 2013) cioe’ della coalizione con i Cinque Stelle. Tertium non datur! Ecco l’edificante risultato politico del No di D’Alema, Bersani e Speranza. Ovvio che siano imbarazzati. E non parlino di…politica. Ma solo di vouchers. 

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