Economia: le ragioni di Renzi 

Il costo della caduta del governo. Nessuno parla di economia. Tutta la politica e’ indaffarata in altro. E cosi’ passa in silenzio la verita’. Il 2016 si e’ concluso con dati confortanti sull’economia. Si fa un gran parlare dei vouchers, del Job act per diffondere allarmismi fuori luogo sulla precarieta’. Il Job act dara’ benefici sul medio periodo quando, liberato dalla droga degli incentivi monetari e coniugato con l’avvio di ripresa, si dimostrera’ come il veicolo indispensabile per aprire ai giovani prospettive di lavoro. E, insomma, una precondizione. Che irresponsabili ideologizzati, la Cgil e la sinistra della sinistra, vorrebbero cancellare. La verita’ e’ un’altra. Si fanno ironie sull’ottimismo di Renzi e la lettura che egli dava dello stato del paese. E invece i dati statistici del 2016 concluso ci dicono che le ragioni dell’ottimismo c’erano: il Pil torna leggermente all’insu’ ( come Renzi, deriso, prometteva) e i consumi degli italiani sono aumentati di quasi il 2% e persino il rialzo dell’inflazione ( per Draghi, si ricordi, il vero indicatore della ripresa) mostra segni all’insu’. Ci sono, nei consumatori, aspettative piu’ ottimistiche sulla nostra economia. Resteranno tali con il ritorno dell’instabilita’ politica e di un governo debole? Che deve fare un risparmiatore, un consumatore, un investitore dinanzi ad un dibattito politico che e’: ” si vota a marzo, ad aprile, a giugno, a settembre o mai? E il votare tardi ma con un governo debole e’ la cosa peggiore. Il minimo che puo’ fare e’ aspettare e rinviare le decisioni di spesa. Per consolidare la ripresina avevamo bisogno di concludere una cosa che Renzi aveva avviato: la trattativa con la commissione europea per allentare la morsa sugli investimenti pubblici e le infrastrutture. Solo se alla piccola ripresa dei consumi si accompagna una ripresa degli investimenti ( e senza cambiare in peggio il mercato del lavoro), la fuoriuscita dalla deflazione e l’aggancio della ripresa sara’ possibile. E invece? La trattativa con Bruxelles e’ bloccata dal cambio di governo, le aspettative sono frustrate dall’ instabilita’ politica. E c’e’ chi vorrebbe pure abbattere il Job act. E’ il “combinato disposto” ideale per affossare ogni accenno di ripresa della nostra economia. 

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2 pensieri su “Economia: le ragioni di Renzi 

  1. Lucia

    La ripresa c’è nonostante Renzi. Il suo governo non è stato in grado di effettuare gli investimenti in infrastrutture nella grandezza necessaria, ha sprecato soldi dei contribuenti in interventi a pioggia, ha licenziato una riforma costituzionale vergognosa… come vergognose sono state le modifiche apportate in materia di diritto del lavoro. Lasciare la normativa sui voucher immutata è non solo da improvvidi ma da complici degli sfruttatori, tra l’altro dopo avere avuto ampia prova del cattivo risultato ottenuto! È incredibile ancora oggi leggere affermazioni come quelle pubblicate sopra!

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