Difendiamo il modello liberista: da Trump e dalla sinistra

Ora la sinistra no global, populista, antiliberista, autarchica, modello Syriza, ha un campione: Donal Trump. Non ridete. Da anni la sinistra-sinistra ( che, specie in Italia, ha culturalmente fagocitato la vecchia sinistra, ufficiale e di governo, ) era alla ricerca di un modello che mettesse in pratica le sue velleitarie ricette. Ora sta avvenendo una rivoluzione: le ricette finora agitate dalla sinistra-sinistra si avviano ad eSsere messe in pratica nel paese piu’ capitalista e liberista del mondo: gli Stati Uniti. L’unica “piccola” differenza e’ che, a metterle in pratica, sara’ un Presidente di destra, anzi, il piu” a destra di tutti. Trump ha annunciato la revisione del principale dogma liberista: i trattati di libero scambio. Era la bandiera dei no-global. Ora diventa la rivoluzione di politica economica del Presidente campione della destra. Sara’ lo strumento volto a picconare il principale vantaggio e la grande conquista della globalizzazione: la crescita competitiva di gran parte dei paesi ex poveri. Quello che ha portato alla riduzione di oltre due terzi della poverta’ nel mondo e all’emersione del gigante economico cinese e delle tigri asiatiche. E che ha ridisegnato la geografia della ricchezza e della sfida industriale mondiale. Facendo dell’ Asia, da antico continente di sottosviluppo, un motore ( forse il motore) degli scambi e dello sviluppo. Il liberismo e la globalizzazione sono state la piu’ potente molla di riscatto e modernizzazione dalla secolare dipendenza, sottosviluppo e miseria del vecchio “terzo mondo”. Laddove falli’ la promessa di riscatto del modello dirigista, autarchico e statalista del comunismo (che porto’ ad un aumento drammatica della miseria e della poverta’) e’ riuscito il modello liberista che, in vent’anni, ha cambiato il mondo: ridotta ad un terzo la poverta’; trasformati vecchi paesi e continenti poveri in giganti economici; ridisegnato la geografia della ricchezza. La Cina, ex pilastro comunista, e’ ora- paradosso della storia- il paese modello del globalismo liberista contro cui si orientano le politiche neo-autarchche di Trump. Che vuole combattere la Cina liberista ( ma non ancora liberale ) con gli strumenti, per anni agognati, dalla sinistra no-global e, recentemente, dai giovanotti di Syriza: guerra alle delocalizzazioni; autarchia economica, un elevato tasso di isolazionismo, piu’ tasse sui grandi gruppi multinazionali, ritorno alla supremazia della moneta nazionale, guerra ai trattati internazionali. Il “mostro” minaccioso che la Cina rappresenta per Trump e’ rappresentato dall’Euro e dall’Europa nella narrazione impaurita della sinistra-sinistra europea. Ma le ricette sono le stesse. Trump e’ oggi il capofila del populismo antiliberista mondiale. A cui si e’ iscritta una gran parte della sinistra. Quello che era promesso nelle ricette no-global e della sinistra-sinistra europea e’ ora la bandiera di Trump. E’ un curioso risultato. Ma non esageriamo: anche se guidata da Trump, campione della destra, il modello antiliberista resta una velleita’. Com’era impossibile e inapplicabile la politica delle sinistre estreme alla Syriza o alla Podemos, sra’ inapplicabile e velleitaria la versione di Trump dell’antiliberismo e del populismo. Si vedra’ che l’ubriacatura antiliberista colpisce gli stessi interessi dell’industria e del capitalismo Usa. E Trump non potra’ andare oltre qualche provvedimento simbolico. La liberta’ di mercato, il libero scambio, la globalizzazione, la riduzione del tasso di dirigismo e statalismo in economia, in una parola, il liberismo sono una realta’ e il volto della modernita’ da cui non si potra’ piu’ prescindere. Se non si intende tornare alla miseria e alla poverta’ di due terzi dell’umanita’. 

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