Il terrorismo e il governo

Amarezza. Quanto pesa in questo paese il politically correct? Arriviamo con grande ritardo a soluzioni razionali solo perche’ offuscati dagli ideologismi e dalla retorica del politically correct. Finalmente il governo ha annunciato due misure nella lotta al terrorismo dell’Isis: intensificare le espulsioni dei sospetti ( il ministro Orlando ha annunciato procure speciali territoriali) per intensificarle; portare la guerra agli scafisti, direttamente, sulle coste libiche. Ne ha parlato, in questo caso, il ministro Pinotti.  Ci si poteva arrivare prima. E’ caduta la retorica dell’sccoglienza senza se e senza ma. Forse nemmeno il Papa la sostiene piu’. Non poteva reggere se non accompagnata a una politica di controlli, indagini ed espulsioni. Ma quanti mesi abbiamo impiegato per arrivare a tali ovvieta’? E sempre per la caparbia retorica e i deliri di certi settori politici: il pessimo governatore della Toscana, quello che pensa a fare il segretario del Pd mentre deve governare, sembra una provocazione, se n’e’ uscito con la sconcertante proposta di dare subito la cittadinanza a tutti i migranti. Proposta indecente. E fatta solo per accalappiare i consensi della sinistra ideologica ai fini del congresso Pd. Delirio. Per mesi ci siamo cullati nell’anomalia italiana: non ci colpiscono perche’ siamo i piu’ bravi, i piu’ intelligenti, i piu’ furbi. E per qualcuno anche perche’ siamo i piu’ accoglienti. Balle. Ora ci tocca sentire il capo della Polizia che con grande sincerita’ ci mette in guardia: il 2017 potrebbe essere l’anno del nostro turno. Minniti e’ l’unica piacevole novita’ del governo Gentiloni. Sta portando un piglio nuovo nella lotta al terrorismo. E preferisce i fatti alla predicazione e al propagandismo autocelebrativo dei precedenti ministri. Bene. Ma c’e’ un’amara constatazione politica: dovremo affrontare il 2017 ( anno in cui potremmo avere emergenze sul fronte della sicurezza e del terrorismo) con un governo debole, sottoposto al continuo ricatto della data delle elezioni, con la politica distratta dai calcoli sulla legge elettorale, con le forze politiche divise da una lunga e permanente campagna elettorale. A che e’ servito, presidente Mattarella non votare a gennaio, per poi dedicarsi all’essenziale? 

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