Tempo perso dei populisti 

Si dice che in condizioni di moneta unica (Euro) le politiche interne di stimolo sono impedite dal vincolo esterno dell’Euro. E che i nostri limiti ( bassa crescita e alta disoccupazione ) dipendono dall’esistenza dell’Euro e dalle politiche di austerita’ volte a tenerlo stabile. Balla colossale. Questa favola populista e’ deleteria. Dirige l’opinione pubblica verso un falso bersaglio, l’Euro. I populisti non spiegano perche’, nonostante il valore dell’Euro sia uguale per tutti, noi in Europa cresciamo meno di tutti gli altri. Perche’? Perche’ da noi pesano i fattori interni di freno alla crescita: livello di tassazione, produttivita’ dei servizi, arretratezza del mercato del lavoro, elevata spesa pubblica improduttiva, alto debito, dinamica dei redditi ( da salario ) che penalizza i consumi ecc. Questi fattori potenti di freno non li ha creati l’Euro. In parte preesistevano all’ Euro, in parte li abbiamo lasciati aggravare negli ultimi vent’anni. Per ignavia dei governi e assenze di riforme. L’Euro c’entra poco. Anzi: al contrario di quel che dicono i populisti l’ Euro consente un contesto di stabilita’ e disciplina monetaria e bassi tassi di interesse che governi efficaci dovrebbero utilizzare per stimolare politiche di crescita. Invece concediamo plausibilita’ e dignita’ politica ai cretini argomenti antieuro dei 5 Stelle, dell’estrema destra e di certa sinistra fumata dal populismo. Non ci si rende conto che il solo paventare le minacce dei populisti: referendum sull’euro, adozione di altra moneta ecc procura danni economici: fuga degli investitori ( i capitali si spostano con un clic), terrore dei risparmiatori ( come se non avessero gia’ problemi per la malefatte di certe banche) ecc. Un dibattito politico serio e maturo dovrebbe fare della difesa dell’Euro, un parametro serio del giudizio sulla plausibilita’ di governo di certe forze politiche. Invece, in Italia c’e’, nella tradizionale destra e sinistra, chi vezzeggia i Cinque stelle o gli estremisti alla Salvini. Qualcuno, a sinistra, e’ arrivato a definire Grillo il ” nuovo centro”. Per carita’. Il vero dilemma economico italiano non e’ l’Euro. Il dilemma, invece, e’: continueranno o si fermano le riforme, avviate dal governo Renzi? Solo questo dovrebbe interessare per la nostra economia. Temo che il pericolo di rientrare in una condizione di bonaccia paralizzante per l’economia sia forte: il governo Gentiloni si intende di decantazione ed e’ debole. Poi si votera’. E con un sistema elettorale ( proporzionale) che presuppone governi deboli e di coabitazione. E il dibattito economico e’ occupato da problemi inconsistenti, secondari, inutili ai fini della crescita: i referendum della Cgil. Dovremmo stare oggi, come Paese, ad occuparci di tuttaltro. 

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