Se Renzi molla.. 

Un sondaggio de La Repubblica ( Ilvio Diamanti), quelli che hanno abbondantemente ospitato gli allarmi del No per la “deriva autoritaria” e l”uomo solo al comando” rileva che “otto italiani su dieci auspicano l’avvento di leader forti e risoluti”. E questo desiderio sarebbe ancora piu’ forte tra i giovani. Io, consentitemi, lo rilevo, ogni giorno, con i miei due figli: hanno votato si perche’ gli faceva paura la democrazia snervata, impersonale, debole e impalpabile del prof. Zagrebelsky. Esprimono stanchezza per i riti politicisti. E, soprattutto, a differenza di noi anziani, hanno una visione molto pratica della politica. Hanno la paura della disoccupazione, della mancanza di prospettive e vorrebbero una politica ( e dei leader) che appaiano, veramente, impegnati a costruire un paese meno preoccupante per il futuro ( prossimo) dei giovani. Hanno tra i venti e i trent’anni: davvero e’ difficile, credetemi, fargli credere che il pericolo sarebbe il “ritorno di Mussolini”. C’e’ il rischio opposto: se, come fanno Zagrebelsky e i suoi scolari di sinistra, lasciamo che si identifichi una democrazia forte, una leadership autorevole e un governo decisionista con il “ritorno del fascismo” o l’imputazione di autoritarismo, si rischia che i giovani arrivino a simpatizzare veramente con modelli autoritari. Certo e’ un po’ ridicolo che Grillo e Salvini, fiutando il vento, idealizzino come “uomo forte” Donal Trump. Che, anzi, rappresenta il pericolo opposto: quello di un presidente Usa che, se si ritira dal mondo ( come minaccia), ci rendera’ tutti piu’ deboli nel fronteggiare i problemi e i pericoli del mondo. Io credo che Renzi abbia troppo sbrigativamente archiviato la “sua” riforma. E che, troppo sbrigativamente, abbia ceduto alla campagna di chi lo accusa di essere stato “prepotente” e, soprattutto, di aver ipotizzato l’avvento di una leadership forte di governo. Ora arriveremo al paradosso: saranno i populisti, con buona pace di Zagrebelski e D’Alema, a prendere in mano la bandiera del “governo forte” e dell”uomo forte al comando”. Facendo una sonora pernacchia, ora che Renzi sembra mollare, alle paturnie di Zagrebelsky e soci sulla Costituzione “piu’ bella del mondo”. Purtroppo, passato il no alle riforme di Renzi” tornera’ alla ribalta la verita’: abbiamo la Costituzione “piu’ debole del mondo”. I giovani lo avvertono sulla propria pelle. E, dopo che i leader della sinistra eterna hanno zittito Renzi, l’autoritario, la prospettiva dell”uomo forte al comando e della democrazia decisionista” ce la sentiremo proporre da destra, da ciarlatani, comici, pagliacci o autentici fascisti. Ben ci sta! 

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