L’Italicum e’ vivo e lotta insieme a noi

La sostanza: checche’ se ne dica, e’ che l’Italicum non e’ stato sbriciolato. Non e’ morto.  La sentenza della Corte lo mantiene come legge esistente con cui si puo’ votare. Al punto che la Corte ha sentito il bisogno di scrivere, esplicitamente, che la legge uscita dalla sue sentenza e’ “immediatamente applicabile”. Cioe’: si puo’ votare con essa, cosi’ com’e’. Quindi non sono giustificate meline. Chi non vuole votare subito non ha l’alibi che occorre fare una nuova legge: la legge c’e’. Starei attento poi, a differenza di Speranza ed Enrico Letta a dire che la Corte, nel merito, ha dato ragione a loro, che sono stati contro l’Italicum. E’ una palese bugia. Sui tre punti qualificanti dell’Italicum e attaccati dalle opposizioni e dalla sinistra interna ed esterna al Pd – ballottaggio, capilista bloccati, premio di maggioranza- la Corte ha bocciato solo il primo, il ballottaggio. E non con l’argomento che e’ incostituzionale in se’. Ma con l’argomento che manca “una soglia minima per consentire l’accesso al ballottaggio”. Non mi pare davvero una sentenza distruttiva. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, la Corte sembrerebbe piu’ vicina ad una preoccupazione di Renzi che a quelle dei critici dell’Italicum interni al Pd: il problema della governabilita’. La decisione della Corte smentisce i fautori del proporzionalismo. Mantenendo il premio di maggioranza, i capilista bloccati e, persino, la legittimita’ di un ballottaggio corretto, la Corte fa intendere che la preoccupazione maggioritaria e’ del tutto legittima: una legge elettorale puramente proporzionale sarebbe un danno. Ecperfino contraria a precedenti sentenze della Corte. La Corte non legittima, dunque) chi vuole regredire ( Berlusconi e minoranza Pd) ai sistemi elettorali di 30 anni fa, al proporzionale. E fa capire che e’ sacrosanta la critica al sistema proporzionale: votare al buio ( non sapendo prima con chi ti allei dopo) e, soprattutto, votare e non sapere ( la sera del voto) chi ha vinto e chi ha perso. E con mani libere a tutti ( grandi e piccoli partiti) per creare maggioranze di governo che gli elettori non hanno scelto col voto. Il proporzionale puro sarebbe un danno e un’involuzione. E la Corte non smentisce questa convinzione. Semmai, percio’, e’ il proporzionale che esce demolito dalla sentenza. Stiano attenti quelli della minoranza Pd a fare salti di gioia. Sarebbero fuori luogo. L’Italicum ( e il maggioritario ) e’ ancora vivo e lotta insieme a noi.  

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