Un mondo di creduloni 

Un bellissimo saggio: ” La democrazia dei creduloni” di Gerald Bronner, sociologo francese. Perche’ la gente e’ sempre piu’ bendisposta verso la creduloneria, i ciarlatani? Perche’ sembra piu’ diffidente verso tecnici e scienziati? Perche’ rivendica di dubitare degli esperti? Dagli Ogm, al nucleare, dalle scie chimiche ai vaccini, dagli attentati dell’11 settembre al viaggio sulla Luna, dalla epidemia degli ulivi alla prevenzione dei terremoti, dilaga la diffidenza verso politici e tecnici. Sempre piu’ le opinioni degli esperti vengono svalorizzate. Si alimenta l’antipolitica: per molti, i tecnici e gli scienziati sono parte attiva di un complotto della politica, dei potenti per dominare la gente. Ormai, per molti, e’ lecito dubitare di tutto. Si rovescia il paradigma scientifico. Se dico che non puo’ esistere un asino che vola. Per ragioni di scienza e di zoologia, e’ sempre piu’ possibile che uno risponda: ” e chi lo dice”? e ” perche’ devo fidarmi della scienza”?. E se fosse un complotto del potere nascondere la verita’, cioe’ che gli asini, magari in qualche sperduto punto nascosto della terra o su Marte, volano? Cosi’ cade la fiducia nella parola dei tecnici e degli esperti: uno sciamano voodoo ha la stessa autorevolezza di uno scienziato. O un mago, una cartomante, un’astrologo, un prete. Per Bronner questo e’ espressione di una epocale crisi di fiducia nelle tradizionali agenzie dell’autorevolezza della conoscenza: la politica, l’informazione (a cominciare dalla Tv), le autorita’ del sapere. La gente, specia “chi vive nelle stabili democrazie dell’Occidente, ama sentirsi vittima di qualcosa”, scrive Bronner. E piu’ c’entrano scienza e tecnologia, piu’ la gente sente di non dominarle. E, quindi, diffida. Piu’ le nostre societa’ garantiscono liberta’ e sicurezza, ” piu’ la gente e’ spinta a ricercare ” un modo di apparire vittima di qualcosa”. E lo trova in teorie complottarde sui politici e i potenti che sfrutterebbero la scienza la tecnologia e la medicina per fregare la gente. Piu’ che la fondatezza degli argomenti a sostegno delle credenza, alla gente sembra importante individuare i possibili “colpevoli” del complotto. Quasi sempre ogni complotto ha un verosimile colpevole che e’ sempre lo stesso: gli americani, la Cia, i servizi segreti, i media complici. E ora, gli scienziati e gli esperti. In una parola: l’Occidente. E’ un “universo paronoico”, scrive Bronner che dilaga e mette in discussione e in pericolo tre secoli di conquiste della razionalita’. E’ anche questo la ragione del successo dei ciarlatani e dei populisti. Per Bronner questa regressione e diffidena hanno una spiegazione oggettiva: e’ dovuta, paradossalmente, a un “processo di democratizzazione dell’informazione”: abbiamo “troppi prodotti informativi”. Che produco effetti benefici ( piu’ sapere) ma anche “perversi e distorti”: da’ pubblicita’ ai ” modi di ragionare inesatti” che nel ” passato rimanevano privati” e ora (con la democrazia del Web e dell’informazione) sono pubblici. La nostra razionalita’, conclude Bronner, sta rivelando “un suo lato oscuro” e inquietante che puo’ indebolire lo”spirito democratico”. Per chi si sente un democratico razionale, ottimista e illuminista e’, certamente, un  segnale di allarme.  

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