Forza Macron 

La sinistra del Pd sconcerta per l’assoluta vecchiezza e inconsistenza della proposta politica. Loro non vedono il nemico reale. E si attardano in una lettura distorta della realta’ che spinge  il Pd su una deriva rovinosa e perdente, in termini di proposta elettorale e di alleanze o coalizione. Ieri Cuperlo, al termine della solita tiritera sulle procedure interne, congresso ecc, se n’e’ uscito con il solito allarme sul “pericolo” della destra. Ma quale pericolo? La minoranza Pd perpetua il quadro politico di vent’anni. Che e’ vecchio, vecchissimo. Come l’eta’ di Berlusconi. La dialettica politica in Europa ( e nel mondo occidentale) e’ cambiatta. La vittoria di Trump e’ epocale. E dara’ forza in Europa al nuovo nemico: il populismo. Che non e’ la vecchia destra. Ma un concentato, reazionario, di pulsioni, rivendicazioni, obiettivi regressivi e dissolutivi di valori della tradizionale dialettica politica europea. La Francia esemplifica la realta’ del “nuovo nemico”. Non e’ piu’ la vecchia destra. Che sta tristemente naufragando anch’essa, insieme alla vecchia sinistra. Le Pen non e’ “destra”. Raccoglie il meglio ( si fa per dire) , ad esempio, delle idee sociali ed economiche della sinistra radicale. Come fa Trump: antiglobalizzazione, protezionismo, antiliberismo, assistenzialismo sindacale ecc. Le Pen unisce davvero estrema destra ed estrema sinistra. Noi chiamiamo il fenomeno politico “populismo”. Ma e’ un termine provvisorio. Sta nascendo una forza politica che, con Trump, riceve un endorsement mondiale. E direi epocale. Le Pen ha reso chiaro che la dialettica non e’ piu’ tra destra e sinistra ma tra due cose nuove. Da un lato quello  che chiamiamo populismo (o trumpismo) e dall’altro, quello che dovremmo chiamare un’alleanza repubblicana. Il populismo potrebbe vincere in Francia. La sinistra francese, dopo aver fallito la prova di governo, si e’ arresa. Si e’ rintanata in una riserva minoritaria, rinserrandosi nelle vecchie e chimeriche certezze ideologiche. E si illude di inseguire i populisti blandendoli o copiandone le ricette. Come per Cuperlo in Italia, per la sbriciolata sinistra francese il nemico e’ la destra, non Le Pen. E’ cosi’ diventeranno irrilevanti. Occorre avere il coraggio di Macron: dare una piattaforma riconoscibile, un’alternativa di valori avversa al populismo, che raccolga una parte vasta di elettori, ancora maggioritaria, che teme la deriva populista. Che ritiene una iattura lo sbriciolamento dell’Europa, la deriva isolazionista, nazionalista, fobica, autarchica, antimodernista del populismo. E questa maggioranza antipopulista e’ fatta non dei soli elettori della vecchia sinistra. Rendetevi conto,caro Cuperlo: con la sola sinistra il populismo stravince. In Francia con il solo partito socialista che scivola a sinistra, stravincerebbe Le Pen. Se non ci fosse Macron. Occorre una nuova leadership antipopulista. Che parli un linguaggio unitario, europeista, di forza tranquilla liberale e riformista. Che possa essere votata dagli elettori moderati, dalla vecchia sinistra di governo e dalla vecchia destra di governo. Non dalla vecchia e inconsistente sinistra e destra radicali. Ormai scheggia della galassia populista. In Italia siamo allo stesso punto che in Francia: il populismo trumpista puo’ vincere. E Cuperlo si attarda, come un fossile, a parlare del “pericolo di destra”. Intendendo ancora l’avversario di 20 anni fa. Aggiornatevi signori della nostalgica sinistra fossile: il nemico e’ cambiato. E, ma questo vale per tutto il Pd, non blanditelo e non accarezzatolo. Ma guardatelo negli occhi e attrezzatevi a combatterlo. Imparate da Macron e non da Hamon. E soprattutto ricordatevi: noi un Macron l’avevamo. Era Renzi. Se ne ricordi, innanzitutto, Renzi.

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