Contatevi ma fatela finita

Il capolavoro del Pd: nel giro di sei mesi ha annullato e compromesso la realta’ di un decennio. Dalla fine politica del berlusconismo all’avvento di Renzi il Pd, con tutti i limiti, e’ sembrato il perno indispensabile del governo del paese: l’ultimo partito di massa e partito-stato organizzato del panorama italiano, si e’ detto per molto tempo. Bersani segretario , ricordo, lo ricordava con convinzione. Il Pd e’ sembrato dovesse incarnare la stabilita’, la governabilita’ e la continuita’ di governo inesorabilmente. Il Pd e’ stato, per un decennio, la forza potenzialmente centrale della politica italiana. Renzi, negli ultimi tre anni, ha aggiunto una forte impronta programmatica e riformatrice. E’ sembrato davvero che il Pd potesse guidare anche una stagione riformista. E soprattutto realizzare la riforma chiave e di sistema per uscire dalla crisi italiana ( compresa la stagnazione economica): la governabilita’ e la stabilita’ dei governi. Il resto e’ chiacchiera: senza stabilita’ dei governi ed efficienza delle decisioni l’Italia diventera’ il vaso di coccio in Europa e nel mondo. Era davvero una buona condizione quella del Pd. Ora e’ tutto cambiato: il Pd, a sorpresa, puo’ morire. La vicenda del Pd rischia di passare come il piu’ incomprensibile e demente dei suicidi e degli auto-da-fe’ della storia della politica italiana in un secolo: un partito-stato in salute che si uccide per ignavia. Il dramma e’: si puo’ evitare di precipitare? Con o senza scissione il danno e’ stato gia’ fatto. Gia’ oggi il Pd e’ un partito orribilmente dilaniato, ingovernabile, indebolito. E avviato, scissione o non scissione, ad aumentare la guerra civile interna. Si discute solo la data di una resa dei conti, aprile, settembre, dicembre : le date del congresso del Pd. I congressi servirebbero, in teoria, a posizionare un partito di massa per vincere le elezioni. Il Pd lo fara’ (se lo fara’) solo per esibire la sua guerra civile interna. La verita’ e’ che l’avvento di Renzi, nelle modalita’ con cui e’ avvenuto, e’ stato vissuto come, esso stesso, una scissione. La minoranza non e’ stata capace di elaborare il lutto e di pensare in grande: all’Italia, alle riforme e alla funzione centrale del Pd. Ha pensato alla rivincita. La scissione nei fatti e’ in atto da tre anni. Il Pd e’ da tempo l’apparenza di un partito. In realta’ e’ fatto di due partiti opposti, gia’ oggi. E, forse, tre o quattro. Una babele. Il congresso, diciamoci la verita’, potrebbe sancire soltanto la scissione. Occorrerebbe che il congresso fosse altra cosa da quello che si prefigura: un patto ri-costituente tra le due anime del Pd. Per rilanciare la centralita’ del Pd. Ma la minoranza e’ mossa da una pregiudiziale: liberarsi di Renzi. Messo cosi’ il confronto interno e’ destinato a crescere in distruttivita’. La situazione sembra essere senza via d’uscita. Forse non resta altro che rassegnarsi alla realta’: contarsi. E poi sperare…Le meline, fuori dal calcio, uccidono.  

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...