Stoviglie color nostalgia 

Per dare un’anima alla prima scissione della storia nata sulla data di un congresso, hanno dovuto tirare fuori il cassetto. Non quello degli “attrezzi” (per governare), come diceva una metafora del Bersani che mi piaceva, ma quello delle ammuffite cartoline antiche, quello degli “ideali di gioventu'” e delle canzoni: “stoviglie color nostalgia”, cantava Guccini in un bellissimo pezzo della mia gioventu’. Non si accorgono che, invece, li stanno tradendo gli “ideali di gioventu”. Nella parte buona che avevano. I loro “ideali di gioventu’ erano anche i miei. Per questo dico: “not in my name, please”. Non fate le vostre miserabili cosucce agitando i “nostri” ideali di gioventu’. Non ne avete il diritto. Not in my name. Quelli che voi chiamate ” ideali” sono l’esatto contrario della burletta, dello scempio che state minacciando. I nostri ideali non erano quelli di dar vita a cosucce di sinistra. Non erano quelli di spaccare e frantumare la sinistra. Vi ricordo la “nostra” storia. Giorgio Amendola arrivo’ a definire un “errore politico” la stessa scissione di Livorno, l’atto di nascita del Pci. Quella scissione, ricordava Amendola, nacque con l’ illusione che l’Italia fosse in un “biennio rosso” ( 1919/1920) che avrebbe portato la rivoluzione e a “fare come in Russia”. Sfocio’, invece, nel suo opposto: l’avvento del fascismo e della dittatura. Dividere il Psi di allora sull’ultimatum “cacciate i riformisti o ce ne andiamo”, fu il Comintern da Mosca a imporlo al Psi, fu un errore, scrisse coraggiosamente Amendola. I lavoratori in Italia stavano con “Turati, Treves e D’Aragona, i riformisti. Non con i comunisti. Il carattere “provvidenziale”, che comunque il comunista Amendola, attribuiva alla scissione di Livorno fu nell’aver forgiato un nucleo eroico, un partito decisivo nella resistenza al fascismo. Ma Amendola non si nascondeva che questo “eroismo” venne dopo 20 anni di dittatura fascista e una guerra mondiale. La scissione in se’ fu, insomma un errore storico. Gli “ideali di gioventu”, direi a Bersani erano quelli, per chi come noi fu giovane nel Pci, furono quelli di riparare all’errore di Livorno, all’errore della scissione. Non a caso il partitomdi Togliatti, in cui militammo da giovani, si denomino “partito nuovo” nel 1945. Che combatte’ ogni idea di scissione, a cominciare dall’unita’ antifascista. Il Pci era l’antiscissione. Si proclamava nazionale, unitario. Il Pci combatteva decisamente le “operazioni nostalgia”. Ci siamo formati, come giovani comunisti italiani, nella feroce polemica quotidiana con l’estremismo nostalgico e il settarismo di sinistra. L’ideale della mia gioventu’ era di unire la sinistra non di scinderla. E fun in nome di questi “ideali unitari” che maggioranza degli iscritti al Pci nel 1991, decise la svolta del cambio del nome “comunista”. Voi c’eravate, cari Bersani e D’Alema, fu un errore quel cambio? Avevano allora ragione Cossutta e Bertinotti? Siete arrivati a questo? Quella svolta io la rivendico come un “nostro”‘meraviglioso “ideale di gioventu”! Non era un maquillage. E non era solo costrizione dovuta al “crollo del Muro di Berlino”. No. C’era passione. E c’era futuro. Essa, ce lo dicevano gli stessi titolari della Ditta, serviva a rimuovere il fallimento del Pci: non essere riuscito a costruire una democrazia compiuta. E in cui la sinistra potesse, finalmente, diventare maggioritaria e di governo. Questo fallimento aveva nuociuto all’Italia: le aveva impedito di realizzare le riforme del “benessere socialdemocratico” e aveva eternizzato istituzioni vecchie e tare secolari irrisolte. Era un ideale di gioventu’ anche quello del 1991: costruire una sinistra nuova, di governo. Da questa svolta nacque la strada che portera’ al Pd. Che non fu un invenzione di Renzi ma vostra. E che doveva superare, vi ricordate. le divisioni del 900, quelle delle scissioni in nome di ideologia di appartenenza: comunisti, socialisti, riformisti e cattolici o democristiani di sinistra. Oggi voi ripetete l’ultimatum del Comintern per la scissione del 1921: ” cacciate i riformisti ( Renzi) o ce ne andiamo”. State ripetendo, in piccolo ovviamente data la vostra statura politica e culturale (a Livorno c’era Gramsci non Emiliano o Speranza), l’errore che Amendola imputava alla scissione dei “comunisti” ( e che Togliatti riparo’ nel 1945) Vi sognate di andare a sinistra. Vi sveglierete, cantando Bandiera Rossa, con l’Italia a destra. Auguri.

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