L’Europa? Va al centro. 

Se Macron vince, e senza aspettare le elezioni tedesche (Merkel e Shultz non sono alternativi tra loro), l’Europa sara’ governata, nella quasi totalita’, da leadership europeiste, moderate, tranquille, avverse ai populismi. E, soprattutto, sara’ governata da maggioranze politiche omogenee ( di centrodestra, di centrosinistra o di grande coalizione) in cui e’, a sorpresa, il centrismo la forza politica che da’ le carte. In tutti i paesi europei. E con un cambiamento: la tradizionale destra e la tradizionale sinistra socialista, il XX secolo europeo, ridotte ai margini. Il 2017 doveva essere, secondo certi opinionisti, l’anno elettorale che avrebbe segnato, dopo Brexit e Trump, la dissoluzione dell’Europa e del suo centro politico. E l’avvento dei populismi. Sta avvenendo il contrario: dalla Spagna all’Olanda, passando per la Francia, le elezioni segnano una reazione delle classi medie, della maggioranza sociale effettiva dei nostri paesi che, poste dinanzi al pericolo populista e agli scivolamenti estremisti, ritrova voce e protagonismo politico. E’ una specie di “maggioranza silenziosa” che rischiava, fino ad ieri, di annullarsi nel disimpegno, nel non voto, nella suggestione dell’antipolitica, nel qualunquismo. O nel trumpismo. E che, invece, scossa dalla Brexit, dalle antipatie antieuropee di Trump, dal protagonismo equivoco di Putin, dall’estremismo antieuro, dai nazionalismi reazionari dell’estrema destra, dal nostalgismo arcaico del vecchio socialismo e dalla saldatura populista di destra e sinistra, si e’ risvegliata. L’Europa tranquilla e avversa al populismo e’ tornata a far sentire il suo peso. E si afferma, dappertutto, come prima forza politica nei grandi paesi europei. E’ questo il fenomeno elettorale del 2017 in Europa. Non il populismo. La sorpresa e’ la riscossa del centro e la sconfitta delle estreme di destra e di sinistra. Da un lato emerge dal nulla Macron, l’inclusivo. Dall’altro sono diventati gia’ lontani ricordi i fenomeni che dovevano segnare il “cambiamento” ribellistico della geografia politica europea ( Syriza, Podemos ecc). E l’Italia? La mia scommessa e’ che non si discostera’ dal quadro. Solo speranza? Vedremo. Il calcolo politico di molti, che si rivelano politici un po’ sprovveduti ( a partire dagli scissionisti del Pd) e’ stato: il populismo vincera’ in Europa. E, anche in Italia. Cavalchiamolo! Addossiamo a Renzi e al suo Pd il label, la palma ( la croce, secondo loro) di avversario del populismo che vince. Hanno fatto fronte comune, destra e sinistra, sulla liquidazione di Renzi. Troppo sbrigativi. Le cose, elettoralmente in Europa, non stanno andando come destra e sinistra prevedevano. Forse qualcuno, specie a sinistra, dovrebbe rifare l’analisi. E i conti.

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