Asse tra Francia, Germania e Italia: ben venga 

Renzi e Macron, Anche i bambini capiscono che Renzi è più forte dopo il risultato francese. Siccome però l’ossessione di destra e sinistra, in Italia, non è “cosa succederà all’Italia” ma “cosa succederà a Renzi”, si sono già inventati i racconti con cui dimostrare che Macron non è un aiuto ma una un problema per Renzi. Ridicolo. Il racconto stamani sui giornali “militanti” o antipatizzanti per Renzi, quelli “rossobruni” ( ormai non c’è distinzione) di “destra” o di “sinistra estrema” (da Libero al Manifesto) ma anche La Repubblica ( con Massimo Giannini) è univoco. Si pronostica un asse tra la Germania di Merkel e la Francia di Macron. Scontato e annunciato. Ma, chissà perchè, quest’asse dovrebbe indebolire l’Italia ( secondo i rossobruni) o smentire Renzi e isolarlo (secondo Giannini). Frottole. L’asse franco-tedesco ci sarà. E per fortuna. Esso serve all’Europa. Non alla Germania solo. Dopo Brexit e con Trump e Putin l’Europa è a serio rischio di dissoluzione e di indebolimento concorrenziale. Dissoluzione significa che ogni paese si deve disporre all’egoismo e all’autarchia delle politiche economiche. Questo azzopperebbe, innanzitutto, i paesi a più alto debito e minore stabilità economica come Italia e Francia. Ma sarebbe una iattura per la stessa Germania cui non servono tensioni monetarie e autarchia dei mercati. Ricostruire una forte unità dell’area Euro è un’esigenza di Francia e Italia. Ma, anche , della Germania. Liberiamoci dalle mostrificazioni comiche della Germania che fanno la destra (purtroppo tutta in Italia) e la sinistra. Ben venga, l’asse franco-tedesco. Vediamo, anzi, di parteciparci. I buoni rapporti tra Macron e il segretario del maggiore partito italiano è consolante e incoraggiante in tal senso. Fatevene una ragione. Ma poi: c’è davvero contrapposizione tra la cosiddetta “linea del rigore” tedesca e la linea di Renzi di politiche più espansive? Si rassicuri Giannini. Primo: la sua rappresentazione di un Macron appiattiuto su una versione caricaturale del rigorismo è infondata. Il programma di Macron, con politiche concrete, competenti e senza proclami demagogici, è un programma per la crescita, la creazione di occupazione e la modernizzazione dell’economia francese. E propone il giusto dosaggi tra tagli e razionalizzazione della spesa pubblica e politiche espansive. Chi dice che questa non sia la linea che l’Italia ha interesse a sostenere? Se Renzi ha dato qualche impressione diversa ( nella sua insistenza sulla riforma delle politiche europee in senso espansivo) oggi è l’occasione per correggere le impressioni: Renzi parla come Macron. Non c’è opposizione tra nuove politiche espansive europee e rigore. Come sostiene Macron. E poi: chi dice che la Germania sarebbe contro una riforma espansiva delle politiche europee? Destra e sinistra scambiano il loro wishfull thinking con la realtà. La Germania si fa i conti come tutti. Per fronteggiare la Brexit, l’egoismo economico di Trump, l’attacco al globalismo ( che significa attacco alla forza esportatrice dell’economia tedesca ) ha bisogno di più Europa. Non di meno. E più Europa significa essere solidali con l’esigenza dei paesi a più debole performance economica, come Francia e Italia soprattutto, ad allentamenti del surplus tedesco e a politiche espansive. Perchè ha resistito sinora? La Germania, è evidente, era preoccupata del ciclo politico-elettorale europeo e del grado di stabilità del continente. Dopo l’elezione di Macron si completa quasi ( mancano Germania e Italia) il ciclo elettorale con la sconfitta dei populisti dappertutto. E con una forte stabilità europea. La strada è spianata a una revisione delle politiche europee in chiave espansiva. Che è l’auspicio di Renzi. Ma è lo stesso di Macron. Tra Renzi e Macron c’è identità di interessi nazionali. E si può costruire la stessa identità con la Germania. Il gioco degli assi, sul tappeto europeo, può essere a somma positiva per i paesi fondatiori dell’Europa: Francia, Germania e Italia. 

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