5 Stelle e ambientalismo: la bomba ecologica

Ci sara’ un giorno un coraggioso che faccia due conti su quello che sono costate, all’economia italiana, la rinuncia al nucleare, gli incentivi alle rinnovabili senza programmazione, le centrali energetiche chiuse o non autorizzate, la fine della siderurgia, della chimica, del carbone, del gas, delle grandi opere? Una lista interminabile di disastri industriali causati da dinieghi assurdi, mitologie catastrofiste, paure irrazionali e, soprattutto, oscurantismi ideologici ammantati di ambientalismo e disastrosa demagogia. Errori che il paese ha pagato: con la struttura energetica piu’ sbrindellata del mondo, con la tassa estera ( importazione di energia) piu’ alta, con l’approvviggionamento energetico piu’ dipendente, fragile ed esposto, con i pericoli di black out, sempre, in agguato, con il prezzo dell’energia piu’ alto e meno competitivo del mondo industrializzato. I dinieghi “ambientalisti” sono stati un vero fattore, forse il principale, di diseconomia e di decrescita dell’Italia. Ma anche una bomba ecologica! E’ col nullismo fintoambientalista che si distrugge l’ambiente. Prendiamo i rifiuti urbani. Il prezzo che stiamo pagando, anche qui, alla demagogia, alla litania del No a ogni opera, alle litanie inconcludenti e alle pretese prepotenti degli ambientalisti e’ incalcolabile. E’ un danno economico ma anche civile e sanitario. E lo paghiamo con l’emergenza dei rifiuti a Roma e in meta’ del paese, il Sud. A Roma I 5Stelle hanno sposato in passato le posizioni e la demagogia “ambientalista” sul tema dei rifiuti, Ne hanno sposato le cause, le sciocchezze e le ciarlatanerie. Oggi, al governo della citta’, sono travolti dalle conseguenze, esse si’catastrofiche, delle “battaglie (finte) ecologiste”. Trent’anni di fallimenti che stanno determinando il degrado e l’emergenza dei rifiuti a Roma. Per anni si e’ sostenuto il no a nuove discariche, il no agli inceneritori, il no agli impianti di trattamento meccanico-biologici, il no al compostaggio. I rifiuti, dicevano i ciarlatani a 5 Stelle copiando i mantra dei Verdi, si trattano solo con la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali. Balla colossale. Non esiste paese al mondo dove questa idiota utopia sia stata realizzata. In ogni paese civile ( ma, anche, nel Nord del nostro paese) i rifiuti vengono trattati in un ciclo che comprene l’insieme completo degli strumenti di raccolta, trattamento e distruzione dei rifiuti: raccolta differenziata ( per oltre il 70%) incenitori, impianti di trattamento biologico, riciclo. E la raccolta differenziata funziona proprio perche’ ci sono impianti di trattamento e inceneritori ( termovalorizzatori). E i costi di raccolta e trattamento sono minori perche’ i termovalorizzatori consentono di allentarli con la conversione in energia. Insomma un ciclo virtuoso. A Roma e nel Sud no. Ogni cittadino romano produce 900 kg di rifiuti. Moltiplicateli per 4 milioni di abitanti. Viene fuori una montagna di rifiuti che non si puo’ smaltire. La raccolta differenziata non basta: oggi a Roma essa e’ al 40 % ( ridicola rispetto alla media italiana ( 63%). Per portarla alla media italiana occorrono anni. E, in ogni caso, resterebbe un 40% di rifiuti indifferenziati, una quantita’ che a Roma equivale alla produzione di rifiuti di una media citta’, che non si saprebbe come smaltire. E nemmeno il riciclo dei rifiuti, un altro mantra ambientalista, basta: la percentuale di rifiuti riciclabile, dicono gli esperti, non superamai il 20% del totale. Dell’80% che ne facciamo? A Roma e’ emergenza piena: la capitale ha una sola discarica, oggi chiusa. Ne occorrerebbe almeno una. Ha solo due impianti di pretrattamento meccanico-biologico: ne occorrerebbero almeno cinque. Roma avrebbe bisogno almeno di un inceneritore. Senza discarica, impianti e inceneritori dove si porta la monnezza romana? Ovvio: in altri impianti della Regione ( pochissimi e ormai pieni ed esauriti anche questi) o dell’Italia. Pratica insopportabile. E, per fortuna, ormai vietata dalle norme europee. Verdi e Cinque stelle sono nudi, non hanno piu’ alibi: Roma, senza nuovi impianti biologici, senza qualche inceneritore e senza una discarica, esplodera’. In cosa? Una bomba ecologica. Altro che ambientalismo ed ecologismo. In estate Roma potrebbe diventare un caso sanitario. Ormai i ciarlatani pentastellati hanno dovuto ricoscerlo: gli impianti vanno fatti. In un delirio di pateticita’ e cialtroneria, la giunta Raggi pensa di cavarsi di impaccio scaricando sulla Regione: ” consentiteci di non deciderli noi ( per legge lo devono), gli impianti, dicono, fateli voi”. Penoso. Patetico. Sono alla frutta! Ma la sinistra non gioisca. Non e’ immacolata. Quei no demenziali a discariche, inceneritori, impianti di trattamento li ha pronunciati, piu’ volte in passato, anche lei. Per opportunismo, ignoranza e conformismo fintoambientalista. A Roma, nel Lazio e in tante parti del Sud. Si passi la mano sulla coscienza. Una nota positiva: il ministro Galletti. E’ il primo ministro, nella storia italiana, che ha il coraggio di comportarsi come ministro dell’Ambiente e non…degli ambientalisti. E ripete ogni giorno, a “destra e a sinistra” ( e’ il caso di dirlo), e inascoltato dai bolsi pentastellati, cosa occorre fare per i rifiuti a Roma. Bravo Galletti! 

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